Italia, Ventura: “Chiedo scusa agli italiani. Dimissioni? Parlerò con Tavecchio”
Sulla sconfitta di Madrid:
“Io credo che dopo la gara di stasera… è difficile parlare di calcio adesso. Ha confermato il contrario, ci sarebbe molto da disquisire. L’unica cosa che posso fare è chiedere scusa agli italiani”.
Sul fallimento e sulla scusa agli italiani:
“Assolutamente sì, scusa del risultato. Non dell’impegno e della volontà”.
Sulle non dimissioni:
“Questo è un argomento che potrà essere trattato, ma non dipende da me. Ma non ho uno stato d’animo per affrontare. Ci vedremo, dirò tutto quello che ho passato e penso”.
Sulle dimissioni:
“Prima ne parlo e poi lo comunico, qualsiasi essa sia. La mia colpa maggiore, fino alla partita con la Svezia eravamo in piena… era quello che ci aspettavamo tutti. La colpa è di non aver segnato in due partite. Sono nel calcio da tanti anni, questa è la cosa prominente. Qualsiasi altra parola è abbastanza inutile”.
Sui senatori che se ne vanno:
“I toni saranno quelli di sempre, c’è un rapporto… sia con Tavecchio che con gli altri. Il fatto che De Rossi, Buffon e company… lo sapevamo. La posta in palio era il Mondiale, il loro Mondiale, ma anche quello di tutti gli altri. Se posso anche il mio, a essere sincero”.
Ancora sulle dimissioni:
“C’è da valutare un’infinità di cose, parleremo con la Federazione”.
Sulle dimissioni:
“Non mi sono dimesso perché non ho ancora parlato con il presidente. Quando ottiene un risultato, meritato o immeritato conta poco, quando non lo fa la colpa è dell’allenatore. Dal punto di vista sportivo è pesantissimo, ero convinto che ci fosse una volontà feroce, ma il calcio è fatto di questo. Sono orgoglioso di aver allenato grandi campioni e altri che spero possano diventarlo. Sono dispiaciuto perché lo stadio, stasera… ho capito per l’ennesima volta cosa significa allenare la nazionale”.