Vorrei cederti, ma non posso… la Top 5 dei giocatori “invendibili”
Tempo d’estate, tempo di calciomercato. I club europei affilano le unghie (e i portafogli) nell’intento di ghermire i rinforzi per le proprie rose. Sui giornali impazzano notizie, rumors, chiacchiere su possibili colpi e colpacci. Ma i veri protagonisti del mercato non sono tanto i top players contesi dai top clubs, quanto i giocatori che non trovano piazzamento. E sì, il mondo del calcio è pieno di giocatori, magari pagati a peso d’oro, che proprio non si riescono a cedere. Colpa di valutazioni o di stipendi troppo alti. Vediamo una piccola carrellata dei casi più emblematici di questi anni:
5. Juan Manuel Iturbe (Roma)
Arrivato nel 2014 a suon di fanfare, considerato il nuovo Lionel Messi, il 24enne argentino non ne ha azzeccata una. Neanche per sbaglio. Colpa forse delle pressioni per un acquisto importante per i parametri della Roma, pari a 27 milioni di euro. O forse di un mai raggiunto feeling con l’ambiente e gli allenatori. Fatto sta che la Roma cerca di piazzarlo da due stagioni senza successo: solo due prestiti, al Bournemouth e al Torino.
4. Seydou Doumbia (Roma)
Altro giallorosso, e altro acquisto non proprio azzeccatissimo. L’attaccante ivoriano nel gennaio 2015 sbarca dal CSKA Mosca alla Roma come rinforzo d’emergenza. Costa pure abbastanza, circa 16 milioni di euro. Segna solo 2 reti in 13 presenze, dopodiché i giallorossi provano disperatamente a disfarsene. Doumbia torna così in Russia in prestito, per poi tentare nuove avventure al Newcastle e al Basilea.
3. Vincenzo Iaquinta (Juventus)
Fortunato e sfortunato, l’attaccante calabrese. Campione del mondo nel 2006, Iaquinta ha vissuto gli ultimi quattro anni di carriera come indesiderato nella Juventus. E non solo per i frequenti problemi fisici: il club bianconero dal 2009 al 2013 ha fatto di tutto per cederlo, ricavando solo un breve prestito al Cesena nel 2011-12. Nel frattempo l’ha fatto giocare poco: per lui solo 41 presenze nello stesso arco di tempo, addirittura zero nelle ultime due annate.
Un comportamento difficile da motivare da parte della Juventus, che avrebbe potuto gestire la situazione senza danneggiare così tanto il ragazzo.
2. Robinho (Milan)
“Se non si cede Robinho, il mercato del Milan è chiuso“: questo lo slogan pronunciato da Adriano Galliani per quasi due anni, a partire dal 2013. Il club rossonero, non versante in buone acque sul piano economico, avrebbe infatti dovuto disfarsi del ricco contratto del brasiliano. Non c’è riuscito finché nel 2015 non si è giunti a una risoluzione consensuale.
1. Tiago (Juventus)
Il grande acquisto della dirigenza juventina post-Calciopoli per il centrocampo, insieme a Felipe Melo. Arriva nel 2007 dal Lione per 14 milioni di euro e soprattutto con grandi aspettative. Tutte regolarmente deluse: nella prima stagione a Torino non va oltre le 20 presenze. La Juventus decide di cederlo quasi subito ma non può: Tiago guadagna 2,5 milioni annui e non vuole rinunciarvi.
Il giocatore accetta quindi coscientemente di restare in bianconero fino alla scadenza del contratto, e quindi per altre quattro stagioni, anche a costo di essere impiegato poco o niente. Per fortuna l’Atletico Madrid nel 2010 viene in soccorso alla Juventus, acquisendo il giocatore in prestito e convincendolo poi a trasferirsi a titolo definitivo. Previa, beninteso, rescissione consensuale del contratto con i bianconeri.




