VAR già sotto accusa: semplice svista o il sistema non funziona?
Il Video Assistant Referee, noto comunemente come VAR, è ancora in fase sperimentale. Tuttavia, sta già suscitando diverse polemiche da mesi. L’ultimo episodio riguarda la partita fra Italia e Zambia, valida per l’accesso alla semifinale del Mondiale Under-20, vinta dagli azzurrini 3-2. È considerata da molti la prima partita in cui un arbitro ha fatto un errore attraverso il VAR; ma forse non è esattamente così. Si tratta realmente di un problema dell’assistenza attraverso un monitor o semplicemente di un arbitro che, in quel caso e senza generalizzare, è stato tanto incapace da chiedersi chi e perché ce l’abbia messo?
L’arbitro in questione è Zambrano: ecuadoriano, come Moreno nel 2002, per i nostalgici di quel bel mondiale in Corea. L’episodio preso in esame avviene al 43′ del primo tempo, quando Zambrano concede un rigore inesistente alla Zambia sul risultato di 1-0 per loro. Poi lo annulla, e lo fa grazie al VAR. Fin qui, tutto bene. Ma la decisione di non assegnare più il penalty agli africani si trasforma in un’espulsione per Pezzella per fallo da ultimo uomo al limite dell’area, episodio avvenuto nel corso della stessa azione. Dunque, Italia in 10 uomini e calcio di punizione dal limite per gli avversari. Peccato che si tratti di un altro errore: il fallo non c’è, e il replay parla chiaro. Ed ecco che la situazione diventa quasi comica, una barzelletta. Non che i giocatori si stessero divertendo in campo: questa seconda valutazione sbagliata ha rischiato di costare caro ai giovani di Evani.

Ma è possibile che siano stati gli arbitri al video a suggerire questo secondo errore? Ci sembra, francamente, difficile. E se così fosse, sarebbe comunque un discutibile operato di una squadra di arbitri che in quegli istanti ci ha capito veramente poco. Il punto è che è difficile stabilire che il VAR crei confusione; a farlo, al massimo, sono i direttori di gara che hanno problemi a gestire lo stesso. Ma niente paura: siamo ancora, come dicevamo, in fase sperimentale. Questi episodi sono preziosi per capire cosa non va e cosa eventualmente andrebbe cambiato. La strada è quella giusta: l’idea di introdurre il VAR in tutte le partite è indiscutibile. Le immagini non mentono; la capacità di gestirle correttamente arriverà con l’esperienza. L’idea che possa creare confusione passerà, probabilmente, con il tempo.
Sono stati in molti, però, a sostenere che il VAR crei più che altro del caos. Ad esempio, Zidane e Modric, in occasione della finale del Mondiale per Club, lo sostennero in coro e con convinzione. Ma l’allenatore francese aggiunse anche che si sarebbero abituati. Forse è proprio questo il punto: l’abitudine. L’abitudine a fare le cose correttamente, con trasparenza, con l’oggettività dei fatti che intervenga in quei casi in cui la percezione umana si dimostra difettosa. Senza l’aspettativa utopica, però, che per questo non ci saranno mai più errori arbitrali, perché la soggettività finirà sempre per giocare un ruolo importante in tutto ciò che ci riguarda. Quindi, chiariamolo subito: gli errori ci saranno sempre. Speriamo che possano diminuire sensibilmente.