Roma, via Salah c’è Berardi per (non) fare il salto di qualità…
Cessioni imminenti in casa Roma. Quasi tutte sofferte ma necessarie per fare cassa. Monchi in queste ore sta trattando con il Liverpool per la cessione di Mohamed Salah, anche se sembra che le cifre proposte dal club inglese non soddisfino le richieste del ds ex Siviglia.
Si parla, infatti, di un’offerta di 35 milioni a fronte dei 45 richiesti dalla società capitolina. Tale richiesta è dovuta principalmente al fatto che la Roma ha chiuso la semestrale con 53,4 milioni di perdite e, per rientrare nel piano del Financial Fair Play, deve entro il 30 giugno scendere a -30. Per ottenere ciò sarà indispensabile tanto ridurre il tetto degli ingaggi, quanto incassare una quarantina di milioni da una cessione. Clausole che minano le ambizioni della Roma e la sua competitività.
Tuttavia Monchi è già all’opera per il dopo-Salah e, con la benedizione del nuovo allenatore giallorosso Di Francesco (oramai manca solo la conferma ufficiale) si punterà ad ingaggiare il 22enne Domenico Berardi dal Sassuolo. Una mossa che non convince neanche un po’, per molteplici ragioni e che sta già facendo storcere il naso ai tifosi.
In un’epoca in cui anche giocatori mediocri, semisconosciuti o pazzescamente giovani (il Real ha recentemente acquistato il 16enne Vinicius dal Flamengo per 45 mln), l’offerta dei Reds per un 24enne con già 5 anni di esperienza nel calcio europeo tra Svizzera, Inghilterra ed Italia, e che è reduce da una stagione in cui è andato in doppia cifra sia di gol (15 in Serie A) sia di assist (10), non è all’altezza dei parametri contemporanei. Quindi non sorprende che la Roma non abbia confermato l’accordo e che il club inglese si stia rivolgendo direttamente al giocatore, offrendogli un ingaggio di circa 2 mln superiore a quello che percepisce attualmente in giallorosso.
Allo stesso tempo, Berardi non sembra corrispondere al profilo adatto a sostituire l’egiziano, a meno che Di Francesco non abbia intenzione di stravolgere gli schemi giallorossi. Il ragazzo è reduce da una stagione condizionata da un grave infortunio, dal quale non ha mai dato l’impressione di essersi ripreso. Il suo rendimento inoltre è calato anno dopo anno da quando è arrivato in Serie A: i 16 gol in 29 partite realizzati nel campionato 2013-14 sono ancora oggi il suo miglior bottino, avendo peggiorato il suo score campionato dopo campionato (appena 5 gol quest’anno in Serie A). Anche se l’ex giocatore di proprietà della Juve tornasse ai suoi massimi livelli, non avrebbe in ogni caso le qualità tecniche di Salah nè tantomeno la sua velocità e benché abbia giocato quasi sempre quest’anno nel ruolo di attaccante esterno, sembra più adatto a coprire lo spazio al centro dell’area.
Gli unici aspetti positivi di un suo arrivo a Trigoria in luogo dell’egiziano, oltre alla summenzionata capacità di giocare in due ruoli differenti, sarebbero la prospettiva di ricavarne un’altra plusvalenza tra qualche anno, e di non dover perdere più un giocatore in vista di un’altra Coppa d’Africa. Ragioni piuttosto deboli.

