Barcellona, l’energia Valverde: ecco cosa cambia con il suo arrivo

Dopo tanti rumors, finalmente l’ufficialità: Ernesto Valverde, 53 anni, è il nuovo allenatore del Barcellona. Finisce così l’era di Luis Enrique, che in tre stagioni ha saputo vincere due campionati, tre Coppe di Spagna e una Champions League. Gli esigentissimi tifosi catalani s’aspettano che il suo erede faccia altrettanto bene, e forse anche meglio. Riuscirà l’ex-allenatore dell’Athletic Bilbao a raccogliere l’eredità di una delle panchine più prestigiose al mondo?

Valverde non è del tutto nuovo all’ambiente del Barcellona: in Blaugrana ha infatti trascorso da giocatore due stagioni tra il 1988 e il 1990. Per il resto, la sua fama deriva dalle importanti imprese in terra basca come tecnico. Il suo Athletic dal 2013 al 2017 ha conosciuto un periodo di fortuna, con importanti piazzamenti in Liga ( nel 2013-14) e partecipazioni alle coppe europee ogni anno. In particolare si è distinto per la capacità di dare fastidio alle big come Barcellona e Real Madrid, che al San Mamès hanno dovuto sempre faticare per uscirne illese.

La sua designazione a nuova guida del Barcellona desta molta curiosità. Non si tratta infatti di un tecnico paragonabile a quelli che hanno seduto su quella panchina. Il suo credo calcistico non è certo il possesso di palla, così come in verità il gioco d’attacco. L’Athletic Bilbao di Valverde era infatti una squadra aggressiva, corta, pronta a difendere col coltello tra i denti e a colpire in ripartenza. L’agonismo, spesso esasperato, prevaleva sulla qualità tecnica. Indubbiamente non tutto, di questo bagaglio, sarà utile in una squadra strutturata per gestire la gara in altro modo: nessuno può costringere Lionel Messi o Neymar a difendere al livello dei terzini.

D’altra parte anche questa è la sfida del nuovo Barcellona: organizzare il futuro della squadra attraverso un cambio di filosofia, consistente in un maggiore compromesso con l’idea di calcio più in voga oggi. Il Guardiolismo non è morto ma non se la passa troppo bene, questo è il periodo del calcio meno tecnico e più muscolare. Per i Blaugrana non sarà facile evolversi e rinunciare a un credo valido da Johann Crujff in poi, ma potrebbe anche non essere nemmeno troppo difficile. Grazie anche a un tecnico preparato come Valverde.