Milan, Musacchio l’innesto giusto per la retroguardia rossonera

Dopo averlo seguito e desiderato per diverse sessioni di mercato, Mateo Musacchio è finalmente approdato a Milanello per svolgere le consuete visite mediche che precedono il trasferimento del giocatore. Il difensore argentino è infatti il primo colpo del duo Fassone-Mirabelli e, soprattutto, della nuova proprietà cinese, intenzionata a riportare in alto il Milan. Il centrale ex Villarreal può essere il compagno ideale per Romagnoli al centro della difesa dei rossoneri?

River Plate v Toronto FC Nato a Rosario il 26 agosto 1990, Musacchio entra nelle giovanili del River Plate già all’età di nove anni, mentre l’esordio in prima squadra arriva nella stagione 2006/2007, a soli 16 anni. Con la maglia dei Millionaros, però, le presenze saranno alla fine solo 10 “spalmate” in tre stagioni, nonostante si parli di lui come un futuro prospetto del calcio argentino. Nell’agosto del 2009 il Villarreal intuisce il potenziale del giocatore e decide di tentare la scommessa, lasciandolo però alla seconda squadra (militante in Segunda Division) per permettergli di adattarsi con calma al calcio spagnolo. Nel 2010 arriva il salto in prima squadra, affermandosi come titolare con la maglia del Sottomarino Giallo. Nelle prime quattro stagioni Musacchio supera agevolmente quota 30 presenze in campionato e la sua valutazione di mercato schizza alle stelle. A partire dalla stagione 2014/2015, però, inizia ad accusare qualche problema fisico: uno stiramento prima e, soprattutto, una frattura al perone lo costringono a saltare parecchie partite, considerando anche la lunga convalescenza e gli infortuni legati al periodo di inattività. Saranno dunque 27 le sue presenze in due stagioni. Nell’annata appena conclusa riesce finalmente a ritrovare la giusta continuità, scendendo in campo per 30 volte (considerando tutte le competizioni).

Club Atletico de Madrid v Villarreal CF - La LigaPersa un po’ di esplosività a causa dei numerosi problemi fisici, Musacchio rimane comunque un difensore molto affidabile. La sua caratteristica migliore sono i contrasti: spesso l’argentino riesce ad intervenire con il giusto tempismo in scivolata, evidenziando anche buone doti di lettura dei movimenti degli attaccanti avversari. Secondo i dati raccolti da Whoscored.com, i contrasti effettuati in media nei novanta minuti sono 2, accompagnati da 1,6 palloni recuperati a partita. Numeri migliori rispetto ai suoi futuri compagni di reparto. Paletta, infatti, si ferma ad 1,8 contrasti (e 1,3 intercetti) mentre Romagnoli ad 1,1 contrasti di media (1,5 intercetti). Passando poi alla costruzione del gioco dal basso, Musacchio si disimpegna bene anche palla al piede. Non sarà dotato del lancio lungo di Bonucci, ma dimostra una buona precisione soprattutto nei passaggi corti (37 passaggi di media a partita con l’81,6% di precisione). Dove invece il centrale argentino soffre è nei duelli aerei, complice un altezza “solo” nella media (182 centimetri). 3,5 i duelli in media a partita con una percentuale di successo del 63%: per fare un esempio, Romagnoli colleziona 4,4 duelli aerei con il 79% di successo. In teoria, la nuova coppia di centrali del Milan sembra dunque estremamente complementare, coprendo l’uno le mancanze dell’altro.

Diciotto milioni sono un prezzo adeguato al valore del giocatore, soprattutto in questo mercato ormai sempre più al rialzo. Un difensore centrale giovane (27 anni non ancora compiuti), di grande esperienza europea. Nella speranza che gli infortuni siano solo un lontano ricordo, Musacchio sembra il rinforzo ideale per una retroguardia da rifondare. Almeno fino a quando non incontra Edin Dzeko