Di Francesco è uno “Zeman 2.0”: ecco come giocherà la sua Roma
Eusebio Di Francesco sarà, probabilmente, il prossimo allenatore della Roma. Si attende solo l’ufficialità, che dovrebbe arrivare nei prossimi giorni. Si tratta di una scelta coerente con l’idea di Pallotta e Monchi di ripartire dai giovani; l’attuale tecnico del Sassuolo, infatti, è uno dei migliori a lavorare con i nuovi talenti. Anche in virtù di questo, è facile pensare che con lui alla Roma arriveranno Pellegrini e Defrel, i quali vengono accostati alla Roma già da mesi. Il centrocampista classe ’96, inoltre, è cresciuto nelle giovanili giallorosse.

Monchi, nuovo Direttore Sportivo della Roma ed ex Siviglia, sta intraprendendo un progetto che valorizzi i giovani, in accordo con Pallotta.
Di Francesco è un allenatore di scuola zemaniana: predilige un calcio offensivo, dinamico e verticale. È quasi impossibile vedere una sua squadra sviluppare la manovra con tocchi orizzontali. Inoltre, gioca con due terzini molto offensivi, imposta sempre il gioco con i difensori centrali e vuole una squadra votata al pressing alto.
A differenza delle formazioni del boemo, però, il suo Sassuolo ha quasi sempre difeso discretamente bene, con degli schemi abbastanza curati. Siamo di fronte, insomma, a una specie di “Zeman 2.0“. Il modulo più utilizzato è il 4-3-3.
Pellegrini, già ottimo interprete del centrocampo dell’allenatore abruzzese, potrebbe dunque diventare un punto fermo della nuova Roma. Con lui, Defrel in attacco andrebbe a giocarsi il posto con El Shaarawy; il Faraone è bravo a smarcarsi oltre alla linea difensiva verticalmente ed è predisposto a sacrificarsi, quindi rappresenterebbe il profilo ideale per Di Francesco. Potrebbe essere ceduto, invece, Diego Perotti, il quale ha messo alle spalle una stagione abbastanza deludente. Salah verrà quasi sicuramente confermato, ma potrebbe arrivare un’alternativa che lo possa anche sostituire: magari Politano, anch’esso giocatore del Sassuolo ed ex romanista. Dzeko troverebbe la concorrenza di nuovi giovani centravanti: negli ultimi mesi si è parlato molto di Kasper Dolberg, bomber dell’Ajax classe ’96. In alternativa potrebbe essere promosso dalla Primavera Tumminello. Sarebbero entrambi dei talenti su cui puntare, sui quali Di Francesco lavorerebbe con piacere. Difficilmente, però, li vedremo a Trigoria insieme. O l’uno o l’altro. Senza escludere che possano uscire nomi nuovi nel corso dell’estate. Una cosa, però, è certa: la Roma prenderà un vice Dzeko.
Nel suo 4-3-3 ci dovrebbe essere spazio, davanti alla difesa, per De Rossi che, da capitano, potrebbe rappresentare quello che Magnanelli è stato per il Sassuolo. Insieme a Pellegrini, il cui diritto di recompra è di 10 milioni, potrebbe arrivare qualcun’altro in questo reparto, soprattutto se dovesse partire uno tra Nainggolan, Strootman e Paredes. Il belga verrebbe ceduto solo davanti ad una grandissima offerta. È incerto il futuro di Grenier, al quale manca forse un po’ del dinamismo da mezz’ala che piace a Di Francesco. Sarebbe forte l’interesse della Roma per Krychowiak, metronomo del centrocampo del Paris Saint-Germain classe ’90, che dopo l’ottima esperienza a Siviglia ha totalizzato solo 11 presenze quest’anno a Parigi; il suo valore si aggira attorno ai 25 milioni, e Monchi dovrebbe battere la concorrenza dell’Inter per portarlo nella capitale.
Come accennato, a Di Francesco piacciono giocatori giovani e terzini offensivi: ecco perché a sinistra dovrebbe essere confermato Emerson Palmieri, dopo l’ottima annata, e a destra ci immaginiamo il ritorno da titolare di Florenzi. È ancora da vedere se come rincalzo ci sarà ancora Bruno Peres o se la dirigenza si guarderà intorno anche in ottica terzini destri. Il giocatore romano, inoltre, potrebbe essere alternato in più ruoli e giocare come ala o come interno di centrocampo: la sua duttilità e la sua corsa saranno perfette per il nuovo allenatore. Per quanto riguarda i difensori centrali, uno tra Manolas e Rudiger partirà, e verrà sostituito da un difensore di buona tecnica che sappia impostare. In alternativa, un nome caldo è quello di Acerbi, già allenato da Di Francesco; ma difficilmente sarebbe titolare.
Infine, la Roma non vorrà buttare i 7 milioni spesi per Alisson: probabilmente sarà lui il portiere titolare della prossima Roma. Szczesny tornerà a Londra, salvo colpi di scena; la sua volontà è quella di restare, ma il suo futuro dipende da ciò che vogliono le società. Ricordiamo che il portiere polacco è di proprietà dell’Arsenal.
