Roma, il futuro è faraonico: punta su El Shaarawy!

IMG_0052

El Shaarawy e Salah: la Roma sulle ali fa veramente paura.

Da riserva di lusso ad assoluto protagonista: è uno Stephan El Shaarawy a tratti straripante quello visto nel finale della stagione in corso.

Con il ritorno alla difesa a 4 Luciano Spalletti ha riproposto nell’11 titolare l’italo-egiziano, che ha ripagato il tecnico di Certaldo a suon di gol e prestazioni convincenti, scavalcando ormai nelle gerarchie uno spento Diego Perotti.

In casa giallorossa, con più di una riflessione da operare in vista della prossima stagione, è perciò d’obbligo ragionare sul ruolo che El Shaarawy debba recitare nella Roma che verrà: è finalmente giunta la sua definitiva consacrazione a pilastro della squadra?

IMG_0050

Il goal di El Shaarawy in un Milan-Roma 1-3 della scorsa stagione.

I numeri parlano chiaro: il savonese di origini egiziane ha timbrato il cartellino nelle ultime 3 partite consecutive ed è tra gli artefici principali della ormai quasi certa conquista di un secondo posto che vorrebbe dire qualificazione diretta alla prossima Champions League.

Ma non sono solo i freddi numeri a parlare per questo giocatore: El Shaarawy si è dimostrato, oltre che letale in zona gol, anche in grado di recitare egregiamente il ruolo di “onesto mestierante”; più volte lo abbiamo osservato mostrare enorme abnegazione in fase di ripiegamento difensivo e di pressing sui portatori di palla avversari, permettendo così alla squadra di recuperare una ingente quantità di palloni in zona offensiva.

IMG_0051

In questa stagione l’italo-egiziano ha messo a segno 12 reti fra campionato, Coppa Italia e competizioni europee.

Enunciate le sue qualità, si deve a questo punto ragionare sulla sua disposizione tattica: il Faraone nasce e si trova tutt’ora a suo agio nel ruolo di esterno d’attacco in un classico 4-3-3 e non ha mai nascosto di gradire in particolare la fascia sinistra dalla quale riesce, accentrandosi, a colpire col suo letale destro a giro. La sua discreta propensione in fase di copertura ha oltretutto dimostrato come sia in grado di convivere, sulla stessa fascia, con un terzino tecnico e di spinta come Emerson Palmieri senza pregiudicare gli equilibri della squadra. Viene certamente più difficile immaginarlo in uno scacchiere disposto con la difesa a 3, in cui i chilometri da coprire in campo sono praticamente raddoppiati per un esterno: un giocatore così tecnico fa sicuramente più fatica quando costretto, per tutti i 90′, a difendere a tutta fascia. Tale ragionamento non deve tuttavia trarre in inganno: El Shaarawy è un giocatore assolutamente duttile, che non farebbe fatica a ritagliarsi il proprio spazio nell’11 titolare anche adattato, ad esempio, come seconda punta.

Un elemento di assoluto spessore, dunque, che a prescindere dal probabile cambio di allenatore ha tutte le qualità per essere un pilastro della rosa che verrà plasmata dal neo DS Monchi. Roma, puoi davvero fidarti di questo ElSha.