Lazio, sugli spalti è sempre una vittoria: ecco le 5 migliori coreografie della Curva Nord!

Una stagione fantastica quella della Lazio. La squadra di Simone Inzaghi è riuscita, contro ogni pronostico, a piazzarsi in quarta posizione, riuscendo inoltre a conquistare una sudata e meritata finale in Coppa Italia dove ha dovuto arrendersi solo alla strapotenza della Juventus. I tifosi biancocelesti sono sempre stati molto critici ed esigenti verso la propria squadra, ma non hanno mai fatto mancare il tifo e l’affetto nelle grandi occasioni. Ciò si è visto anche nella partita di mercoledì, dove in Curva Nord è stato esposta una magnifica coreografia per incitare i propri beniamini. Non è questa la prima occasione e non sarà l’ultima: ecco allora perché abbiamo deciso di fare una nostra classifica, strettamente personale e in ordine casuale, delle 5 migliori coreografie degli ultimi anni in casa Lazio, prediligendo quelle degli anni recenti.

5° – 23 maggio 2015 – Evento “Di padre in figlio

223352442-927055b6-b609-4d28-a556-65cae790f8c2Pensate un po’, non iniziamo con una vera partita. Anzi, di più: non iniziamo con una coreografia della Curva Nord. Sì perché, fra i tanti striscioni laziali, non poteva mancare quella del giorno della ricorrenza dei valori biancocelesti, ovvero l’evento “Di padre in figlio” che si tiene annualmente allo Stadio Olimpico per ricordare i vecchi campioni passati dello scudetto del 1974, di quello del 2000, ma anche alla squadra dei -9 di Cascetti. Una festa straordinaria con una affluenza media di 50’ooo spettatori. Particolarmente d’impatto quella l’edizione 2015, proprio perché fu esposto uno striscione, in Curva Sud, raffigurante i grandi eroi della lazialità, dentro e fuori dal campo: da Wilson fino a Cragnotti.

4° – 11 novembre 2012 – Striscione per Gabriele Sandri

Screenshot_2Questa è probabilmente uno degli striscioni più significativi della Lazio. Non perché si celebra una vittoria, un titolo o un traguardo, ma perché si ricorda un fratello.

Non è questo il luogo adatto per parlare della storia di Gabriele Sandri ma ciò che ha fatto la Curva Nord in suo onore in quel grande derby vinto all’ultimo grazie a Klose è veramente commovente. Le parole sono poche, ma i pensieri profondi.

3° – 25 Maggio 2015 – “La sua virtù sfida da sola le tenebre

11354732_10205528998695896_2088752952_nUna coreografia classica, ma per questo fra le più spettacolari nella storia recente della Serie A. Anche nel 2015 la Lazio veniva da una stagione quasi miracolosa con Pioli, ad un passo dal centrare una storica qualificazione in Champions. L’unico ostacolo fra i biancocelesti ed il secondo posto era solo la Roma. Vincere sarebbe stata l’occasione del sorpasso. Ecco allora che, all’inizio della partita, la Curva Nord si tinse di bianco e celeste con una grande aquila in mezzo: simbolo di maestosità e di grande capacità dei supporters laziali, visto che non c’era nemmeno un buco in mezzo. Molto bella anche la scritta che accompagnava: “La sua virtù sfida da sola le tenebre”, sulla falsa riga dell’interpretazione “mitologica” del tifo laziale.

2° – 20 Maggio 2015 – “Che rimanga nella Capitale!”

11263866_10205578880385285_1746630424_n15 giorni prima del Derby la Lazio aveva dato grande dimostrazione scenica anche nella finale di Coppa Italia contro la Juventus. In quella serata le coreografie furono multiple, ognuna con un messaggio diverso, ma lo striscione più bello fu sicuramente stato quello raffigurante la Coppa Italia con un messaggio: “Che rimanga nella Capitale!“. Esso ebbe infatti due significati: da una parte l’esortazione a vincere la Coppa di quell’anno, di proteggere il trofeo situato a Roma dalla squadra più forte d’Italia; dall’altra aveva il sapere di un ricordo, ovvero quello della vittoria di due anni prima contro la Roma nel 26 maggio 2013, primo e fino ad ora unico derby di finale vinto proprio dai biancocelesti.

1° – 29 Aprile 2001 – “Roma M****

2cpuddtIl rapporto fra Roma e Lazio, la rivalità di queste due squadra, è un qualcosa difficilmente riscontrabile in altre parti d’Europa. Sembra quasi che adesso non possa esistere la Lazio senza la Roma e viceversa. Ogni derby, a parte quelli degli ultimi anni forse, è sempre stato un gioco di sfottò, anche e sopratutto sulle curve. Lo striscione più famoso in tal senso è stato quello del derby del 19 aprile 2001, stagione in cui alla fine la Roma vinse lo scudetto, strappando il gagliardetto tricolore proprio dalla maglia dei cugini. In quell’occasione la Curva Nord mostrò un’incredibile coreografia che copriva l’intero settore con due sole parole: “Roma M****“. Non siamo qui per fare i moralisti, anche perché la stessa Cassazione archiviò il caso l’anno successivo, ma la spettacolarità e maestosità di quella coreografia è un qualcosa che ricorderemo ancora a lungo.