Non chiamatemi “Cenerentola”: la SPAL torna in Serie A!

Dopo 49 anni la SPAL torna in Serie A grazie ad una cavalcata trionfale ed inattesa. Un vero e proprio sogno, visti anche i recenti problemi societari. Qualche tifoso, in questo momento di gioia ed euforia, non avrà certo dimenticato il fallimento del 2012, con il club costretto a ripartire dalla Serie D. Nel 2013, altra crisi: la fusione con la Giacomense del patron Colombarini salva il club, portando nuove ambizioni. La scalata ai vertici del calcio italiano è stata rapida, soprattutto dall’arrivo di mister Semplici nel dicembre del 2014. Prima di allora gli estensi navigavano a metà classifica in Lega Pro, ma il tecnico toscano riesce a raggiungere il quinto posto in campionato. La promozione è solo rimandata: la scorsa stagione la SPAL vince il campionato di Lega Pro, tornando in Serie B dopo anni difficili. Tutto finito? Nemmeno per sogno. Dopo un iniziale periodo di adattamento alla categoria, i biancazzurri iniziano a vincere, portandosi in testa alla classifica alla trentunesima giornata. Adesso il sogno è completo.

Leonardo Semplici

Leonardo Semplici, uno degli artefici della straordinaria stagione del club ferrarese.

Uno dei protagonisti della promozione della SPAL è senza dubbio Leonardo Semplici. Classe 1967, il tecnico toscano ha trascorso buona parte della sua carriera nelle serie inferiori. Una gavetta che lo ha portato ad allenare il Sangimignano in Eccellenza e, soprattutto, il Figline, portato dall’Eccellenza alla Lega Pro Seconda Divisione. Proprio quando sembrava destinato al grande salto sulla panchina dell’Arezzo, arriva l’inatteso esonero nonostante i risultati fossero in linea con le aspettative. Nella stagione 2010/2011 arriva un’altra occasione, questa volta con il Pisa in Lega Pro subentrando a stagione in corso. Dopo soli tre mesi, però, viene allontanato dall’incarico. Semplici decide allora di ripartire dalla Primavera della Fiorentina, fino al suo arrivo alla Spal nel 2014. In questa stagione il tecnico ha plasmato la sua squadra sul 3-5-2.

Un impianto di gioco molto solido e organizzato, basato, in fase di possesso palla, sulla costruzione del gioco dal basso grazie alla superiorità numerica dei suoi difensori rispetto agli attaccanti avversari.

Walter Mattioli

Walter Mattioli, presidente della SPAL.

Importante anche il ruolo degli esterni, pronti a supportare efficacemente la manovra offensiva, mentre le mezz’ali beneficiano degli spazi aperti dal movimento degli attaccanti, inserendosi spesso e trovandosi sulla stessa linea. In fase difensiva, una volta perso il pallone la squadra prova a pressare subito in avanti per riconquistarlo, esponendosi a qualche rischio nel caso in cui il pressing avvenga con i tempi sbagliati, mentre in fase di possesso avversaria il baricentro si abbassa. Un’organizzazione tattica efficiente e capace di mettere in crisi anche squadre più attrezzate e blasonate nel campionato cadetto. Al contempo, però, la dimostrazione di come il livello della Serie B sia sempre più vicino a quello della Lega Pro. Il difficile, infatti, arriva adesso.

Non è un paese per neo promosse

Le ultime stagioni di Serie A ci raccontano infatti le difficoltà delle squadre provenienti dalle serie inferiori. Negli ultimi anni difficilmente le squadre neo promosse sono riuscite ad essere competitive nella massima serie, soprattutto se la loro promozione è avvenuta a sorpresa rispetto ai pronostici di inizio stagione. E’ stato il caso di Carpi e Frosinone nella stagione 2015/2016. La situazione dei modenesi ricorda molto quella della Spal. L’organizzazione tattica mostrata in Serie B non è bastata a garantirsi la permanenza in Serie A. Anche Crotone e Pescara hanno dimostrato come il divario tra le due categorie sia abissale e la ripartizione dei diritti televisivi non aiuta certo la competitività delle piccole squadre. Eppure qualche speranza c’è. Il modello Empoli è l’esempio da seguire: la società toscana, grazie alla continuità del progetto, sta riuscendo in un piccolo miracolo conquistando per la prima volta nella sua storia la terza salvezza consecutiva in Serie A, senza avere a disposizione grandi budget (al contrario del Sassuolo).

Esperienza e talento

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Alex Meret ha giocato una stagione fenomenale alla SPAL, dando sicurezza a tutto il reparto difensivo.

La rosa della SPAL è un perfetto mix tra giovani in rampa di lancio, in prestito dai club di Serie A, e giocatori esperti provenienti dalle categorie inferiori. Trattenere i migliori talenti sarà la chiave per provare una difficile salvezza. Su tutti brilla la stella di Alex Meret, di proprietà dell’Udinese. Da tempo il suo nome è sul taccuino dei grandi club, ma la possibilità di acquisire esperienza in Serie A rimanendo alla SPAL potrebbe essere decisiva per una sua permanenza in biancazzurro.

Tra i giovani è possibile annoverare: Manuel Lazzari (classe 1993), esterno destro di centrocampo bravissimo a servire assist per i suoi compagni (7 in 37 presenze); Francesco Vicari (classe 1994), centrale difensivo bravo anche ad impostare.

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La Promozione della SPAL in Serie A passa ovviamente per i goal di Mirco Antenucci.

Non bisogna scordare però neanche Kevin Bonifazi (classe 1996, in prestito dal Torino), altro difensore centrale con il vizio del goal (3 reti siglate in 19 presenze), e Filippo Costa (classe 1995, in prestito dal Chievo Verona), esterno sinistro con una spiccata propensione offensiva (1 goal e 5 assist in 14 presenze). A centrocampo l’esperienza di Schiattarella, Arini e Mori è stata fondamentale in questa stagione per mantenere l’equilibrio, mentre l’arrivo a gennaio di Sergio Floccari ha certamente giovato all’intera squadra. La classe dell’attaccante ex Lazio, Bologna e Sassuolo ha permesso il definitivo salto di qualità, con 7 reti siglate in 15 presenze. Il capocannoniere della squadra è però un’altra vecchia conoscenza della Serie A: Mirco Antenucci ha infatti messo a segno 17 reti in 35 presenze. Anche al loro rendimento sono legate le speranze di salvezza della SPAL.