Juventus-Real Madrid, ecco i 5 campioni che hanno fatto la storia di entrambi i club!
Due tra le squadre più prestigiose della storia del calcio stanno per affrontarsi nella più importante e sentita delle finali. Due club che hanno fatto la storia, che vantano due bacheche scintillanti di trofei e almanacchi colmi di nomi altisonanti.
Pochissimi giocatori – si potrebbero contare sulle dita delle mani – possono dire di aver vestito le casacche sia del Real Madrid sia della Juventus; ancora di meno sono i privilegiati, gli eletti di Eupalla, che possono dire di aver fatto la storia di ambedue i club.
Ecco i 5 più grandi calciatori nella storia delle due squadre.

Luis Del Sol (82 anni) 55 presenze e 22 gol con il Real nella Liga e 228 presenze e 28 gol con la Juve in Serie A. Fonte: tifosibianconeri.com
Il primo in ordine cronologico fu lo spagnolo Luis del Sol, centrocampista che vestì la maglia del Real Madri per 3 stagioni e che, dopo le belle prove al Mondiale cileno del 1962, venne acquistato dalla Juve per la cifra di trecentocinquanta milioni di lire, divenendo il primo spagnolo nella storia del club bianconero. Giocatore completo e poliedrico, capace di giocare sia come regista sia come mezzala, vinse due scudetti e la Coppa dei Campioni del 1960 con il Real Madrid; passò alla Juve proprio dopo aver segnato un gol nel 3-1 dello spareggio dei quarti di finale di Coppa dei Campioni ’62 tra merengues e bianconeri e con la casacca del club di Torino vinse 1 scudetto e 1 Coppa Italia in 8 anni, disputando 228 gare in Serie A (più altre 50 nella successiva parentesi con la Roma) e laureandosi campione d’Europa con la Spagna nel periodo di militanza in bianconero.

Michael Laudrup (53) 102 presenze in Serie A con la Juve e 62 presenze nella Liga con il Real Madrid. Fonte: storiedicalcio.altervista.org
Michael Laudrup, forse il più grande giocatore nella storia della Danimarca, divenne il calciatore scandinavo più pagato fino ad allora quando nel 1983 passò dal Brondby alla Juve per un milione di dollari statunitensi. All’epoca, avendo già in rosa Platini e Boniek, la società bianconera non poteva tesserare un altro giocatore straniero e lo passò in prestito alla Lazio; dopo la parentesi biancoceleste, disputò 4 stagioni con la Juve vincendo la Coppa Intercontinentale del 1985 e lo scudetto del 1986. Nel 1989 passò al Barcelona, con cui vinse i trofei più importanti (4 scudetti e 1 Coppa dei Campioni), e nel 1994 si accasò al Real Madrid riuscendo nella mirabolante impresa di vincere 5 scudetti di fila nella Liga, 4 con i blaugrana e 1 con i blancos. Durante la militanza con le merengues conquistò anche la Confederations Cup del 1995 con la Nazionale Danese.
Fabio Cannavaro non ha certo bisogno di presentazioni; colonna della Juve di Capello, la Juve di Calciopoli vincitrice di due titoli revocati e poi retrocessa, dopo il trionfo azzurro ai Mondiali del 2006 preferì trasferirsi nella Liga piuttosto che vivere il parziale oblio della B. Acquistato per la simbolica nonché irrisoria cifra di 7 mln dal Real Madrid, vinse 2 scudetti in 3 stagioni con il blancos, oltre al Pallone d’Oro nell’inverno 2006. Tornato alla Juve nel 2009 visse il suo canto del cigno prima che il club torinese tornasse ai fasti di un tempo.
In tempi contemporanei, la figura di maggior spicco è indubbiamente quella di Gonzalo Higuain, protagonista grandemente atteso nella imminente finale. Giunto in Europa alla corte delle merengues, ha vestito per ben 7 anni la divisa del Real giocando 264 partite e segnando 121 gol, vincendo 3 scudetti e 1 Coppa del Re ma fallendo sempre l’appuntamento con l’Europa; appuntamento mai vicino come adesso, ora che gioca nella Juve.
Ultimo in questo breve elenco, ma primo per qualità e importanza storica, c’è l’attuale allenatore del Real Madrid: Zinedine Zidane.
L’ex nazionale francese ha collezionato oltre 150 presenze con ambedue le squadre, vincendo 2 scudetti, 1 supercoppa UEFA e 1 Intercontinentale con la Juve ma fallendo due volte l’appuntamento con la finale di Champions poi vinta con il Real Madrid in finale contro il Leverkusen dove mise il suo indelebile sigillo con il leggendario sinistro al volo che valse la vittoria del trofeo.


