Juventus alla resa dei conti: per raggiungere la perfezione si passa dai dettagli
Allegri lo sa benissimo: la sua squadra è alla fine di un ciclo. Ora, per renderlo perfetto, la Juve dovrà vincere lo scudetto, la Coppa Italia e la Champions League: sarebbe un triplete storico, la ciliegina su una torta che ha portato i bianconeri a vincere già cinque campionati fra Conte e Allegri e, grazie al secondo dei due, a diventare prepotentemente una delle grandi d’Europa. Forse la più grande. Ma per raggiungere la perfezione, e in questo senso l’allenatore ha sempre lavorato in maniera perfetta, si passa anche dalla gestione dei dettagli. Una corsa in più, un fiatone di troppo potrebbero fare la differenza in senso negativo. Martedì sera la Juve giocherà la semifinale di ritorno, in casa, contro il Monaco; diciamolo chiaramente, si tratta di una finale già ipotecata. Forti dello 0-2 dell’andata, i bianconeri dovranno solo gestire la partita e, con il giusto turnover, la squadra potrebbe andare a Roma, domenica sera, con le giuste energie fisiche e mentali. Battendo i giallorossi all’Olimpico, la squadra più titolata d’Italia potrebbe vincere questo sesto scudetto consecutivo proprio in casa dei rivali. Nessuno, nella Capitale, potrebbe sopportarlo, e visto il buon momento di forma della squadra di Spalletti (ieri vincente a Milano), per la Juve non sarà facile. Gestire le energie e le risorse, dunque. Di alternative ne hanno a migliaia: Dani Alves può, oltre che il terzino, fare l’esterno alto, facendo così riposare Cuadrado (così come è stato fatto a Monaco, scelta rivelatasi poi azzeccatissima). Inoltre, all’occorrenza, come terzino destro Barzagli rappresenta una garanzia e, grazie al ritorno di Marchisio a buoni livelli, Allegri può contare su tre centrocampisti forti da far ruotare per due posti da titolare. Vincendo a Roma, eventualmente, la Juventus potrebbe gestire le ultime due di campionato con estrema serenità per arrivare, infine, a giocarsi le due partite più importanti: la finale di Coppa Italia contro la Lazio e quella di Champions contro, quasi sicuramente, il Real Madrid. E lì potrebbero e dovrebbero giocare solo e soltanto i titolarissimi. Ma tutto questo passa dalla gestione dei dettagli.
Sì, quei dettagli che hanno reso Allegri uno dei più grandi allenatori del mondo: un allenatore che con la giusta scelta dei cambi ha cambiato partite e stagioni intere. Ecco perché non ci riesce difficile pensare che queste cose, lui, le sappia meglio di chiunque altro. Uno degli allenatori più sottovalutati che ci siano si appresta a far fare alla Vecchia Signora uno di quei salti di qualità che le mancavano da troppo tempo; l’ultima volta sul tetto d’Europa fu nel ’96. Il turnover, dunque, ce lo aspettiamo sostanzioso contro il Monaco a Torino, pur senza snaturare la struttura della squadra. Se qualsiasi appassionato di calcio ha imparato qualcosa quest’anno dal Monaco, è proprio che i francesi non vanno mai sottovalutati. È quasi una formalità il passaggio del turno, ma bisogna fare in modo che resti tale. Le sorprese non mancano mai. E poi la Roma, prima di quelle due finali che potrebbero cambiare tutto. Dunque, capire se si dovrà trattare solo di un turnover soft o di uno più sostanzioso è difficile. Questioni di dettagli, appunto; dettagli che faranno la differenza tra una grande stagione, tra un grande ciclo di sei anni o di un ciclo semplicemente perfetto. Perché non c’è niente di meglio di questa parola per definire qualcosa che ti porti in cima, più in alto di tutti; quella perfezione che ti porta in Paradiso. Stavolta, veramente, fino in fondo. Juve, è il tuo momento. E Allegri lo sa benissimo.

