Roma, la conferenza stampa di Luciano Spalletti (LIVE)
Le parole di Luciano Spalletti in conferenza stampa alla vigilia di Milan-Roma. Seguite la diretta LIVE aggiornando la pagina con F5!
Sulla condizione fisica e mentale della squadra:
“Mi sembra che ci sia stata la reazione giusta, c’è tanta amarezza che io mi sento addosso ma è chiaro che quello che conta, l’espressione massima del nostro lavoro viene fatta in fondo al campionato, ci sono delle partite che si perdono e quello che avviene nella partita successiva è fondamentale. C’è l’esame della classifica a fine campionato e diventa fondamentale il match di domani, c’è in ballo il secondo posto, la reazione c’è stata secondo me”.
Sul Milan:
“Il Milan ha perso un po’ di smalto rispetto all’andata, ci misero molto in difficoltà. I risultati ora non danno loro ragione ma sono stati anche sfortunati in alcuni episodi, sono convinto che troveremo una squadra stimolatissima e un allenatore bravissimo a preparare le partite. Quello che dirò ai miei giocatori è che troveremo il Milan dell’andata, hanno giocatori di assoluta qualità e futuro, che prima o poi esprimeranno il loro valore”.
Sulle parole di Monchi:
“Monchi è il migliore che c’è sulla piazza e Pallotta ha fatto bene a prenderlo. Lui era voluto un po’ da tutti, lo racconta chi ha lavorato con lui, chi è confrontato con lui. Quello che ha detto di noi mi fa piacere, perché è una visione che viene pulita, che viene da fuori, dove uno non è inquinato da ciò che si dice nel luogo, lo guarda con professionalità e si fa un’idea precisa dell’ambiente. Tutto sommato la Roma sta facendo un buon lavoro, poi è chiaro che ci siano delle cose da migliorare, lui ha espresso un parere positivo guardandoci da fuori, dall’estero hanno quella visione lì della Roma, potermi confrontare con il numero uno dei direttori mi ha già dato tante cose che tengo strette”.
Sui manichini:
“Non sono tifosi né laziali, né romanisti, né tifosi. Sono delle persone deviate, iniziative come quelle mi evidenziano solo odio, cattiveria. In un articolo di Vocalelli, sono stati tirati in ballo i miei figli per attaccare me. Ho sentito Vocalelli e i miei figli mi hanno detto che aveva ragione lui, che alcune partite erano criticabili. I miei figli, però, vorrebbero non essere tirati in ballo nei suoi articoli, loro sono degli studenti che vanno a scuola e devono vivere senza alcun commento da una firma importante come lui”.
Sulla Roma al terzo posto come fallimento:
“Un fallimento mi pare utopia, fa parte di quel modo di far apparire le cose. Proviamo a chiedere ad altre squadre che hanno iniziato con questo obiettivo se finire terzi è un fallimento. E’ sempre stato difficile raggiungere il secondo posto dietro la Juventus. I bianconeri hanno dimostrato di voler conquistare lo scudetto senza se e senza ma, allontanando le mani di chiunque da questo obiettivo. Questo accesso diretto alla Champions, che vorrebbe dire per le contendenti alla Juve, uno scudetto, ce lo giochiamo col Napoli che è una delle squadre più forti d’Europa, non che i detentori di questa posizione. Insidiandoli, significa che abbiamo lavorato bene perché erano loro i secondi. Quando siamo partiti eravamo a cinque punti dall’Inter, a una decina dal Napoli, eravamo a 5 punti dalla Fiorentina. Per cui quando si fanno i confronti, mi riesce anche a me fare i conti. Ci sono delle partite dove dovevamo fare meglio, ma non siamo usciti dall’Europa contro una squadra scarsa o abbiamo fallito in generale. Abbiamo sbagliato delle partite che sono determinanti dove non abbiamo caricato bene il valore dei nostri giocatori uno sopra l’altro. Ora siamo tanti punti davanti all’Inter e questo qualcosa vuol dire. L’obiettivo lo crea la squadra, da dove parte. Io ho sempre detto che bisogna vincere e ho confermato che bisogna vincere. Poi però nel lavoro ci sono momenti dove la squadra, ti portano via un giocatore, poi lo devi rimpiazzare, ecc. e fanno parte del calcio. In generale la squadra si è comportata molto bene. E’ una squadra forte che non è in alto mare come si pensa in questo momento qui a Roma. E’ una squadra che deve reagire e deve far vedere la personalità che ha venendo fuori da una sconfitta dove non ha dato tutto. Deve avere una reazione più forte di quella che dovrebbe avere usualmente. Poi arrivare secondi, che è l’obiettivo e che vorrebbe dire raggiungere il massimo degli obiettivi, bisogna far capire al Napoli che tu hai sconfitto una delle migliori squadre d’Europa”.
Sul Napoli:
“E’ la squadra che tutti vorrebbero avere in questo momento qui, in Europa. Batterli significherebbe aver raggiunto il miglior obiettivo possibile per questa stagione. Non abbiamo il timore andare a giocarsi la partita contro il Milan e contro la Juventus che saranno quelle che faranno la differenza. Arrivando qui ci siamo arrivati con le nostre forze. Se arriviamo secondi è come aver vinto il campionato. Arrivare terzi significherebbe aver fatto un lavoro lungo e duro”.
Sulla gestione di Totti della società:
“Diventa difficile dire qualcosa. Quando Monchi ha parlato di questo tema mercoledì ha solo riportato ciò che ha trovato, dicendo che Francesco ha fatto questo contratto e lui ha in mano questo e questo dice. Essendo Totti nel momento più importante della sua carriera, essendo così attaccato alla Roma vuole aspettare la fine del campionato e preferisce fare silenzio per dare tutta l’attenzione a questo finale, così la vedo io. Qui si tratta sempre di riportare le cose dette con coerenze, quella che è la gestione del calciatore, a voi sta a cuore la sorte di Totti ma per fare le sorti della Roma purtroppo bisogna contare tutti i giocatori. Raccontare la carriera di Totti si finisce sempre per osannare i suoi numeri, per essere quello di fare la formazione si fanno vedere gli allenamenti di oggi e si raffrontano con gli altri. Sull’episodio di Dzeko tutti a dire che lui lotta per la classifica cannonieri, ma di Salah, El Shaarawy nessuno parla. Dove sta scritto? È un’opinione vostra, io dico che la gestione del campione, della storia del campione la deve gestire il presidente, se lui volesse esce fuori e dice qualcosa ma se nessuno parla, dal suo entourage non si dice niente, quindi si arriva in fondo al campionato, certo sarebbe più facile se lo dicesse il prima possibile, dire quello che pensa così la società valuta. Monchi ha solo detto quello che ha trovato. La maglia numero 10? Facciamo delle valutazioni che non stanno né in cielo né in terra, la maglia per me rimane viva, non muore. Secondo me togliere la maglia è mortificazione, prima di Totti ce l’aveva Giannini, è un modo di ragionare obsoleto. Si vuol ricordare Totti bene? Lo si ricorda in tutte le maglie, con un 10 piccolini magari. Secondo me è cosi, non ci si deve ruzzolare su cosa hanno fatto gli altri in passato. Quello che ambisce a giocare con la maglia di Totti? Il bambino che se la merita e se la può mettere, quale traguardo sarebbe per un bambino? Vogliamo togliergli questa soddisfazione, il 10 di Totti deve continuare a vivere. È insopportabile a questi tempi qui dire che la maglia va tolta, può darsi anche gliela ritirino, io la penso così. Se non la vedo più, la cercherò al cimitero per rivederla”.
Sulla difesa a 4:
“Nelle ultime partite ci abbiamo sempre giocato. Ci sono meno scalature da fare visto il loro gioco. Difesa a tre? Potrebbe, bisogna vedere anche come giocherà il Milan. Loro spingono con i terzini, abbassano i centrocampisti, entrano nella trequarti sugli esterni con Suso e meno con Deulofeu. Noi si vuole fare delle prese di posizione, delle scelte corrette”.
Sul rinnovo di Totti:
“Su quello che sarà la mia posizione se ne parlerà a fine campionato. Rispetto al rinnovo di Totti e alla mia continuazione in giallorosso, gli si è voluto dare un taglio diverso e poco lecito. Ci sono il 60% degli allenatori che non sanno cosa faranno il prossimo anno. Solo qui è successa la fine del mondo sul tentativo di caricare l’ambiente. Io spesso le ho sbagliato queste cariche, ma il tentativo va fatto. Questo pezzettino di campionato può voler dire moltissimo. Ci sono delle partite difficile, subito il Milan, poi la Juventus. Il Milan con Montella che è un allenatore di rango che è apprezzato da tutti i giocatori con i quali ha lavorato. Sarà una sfida difficile anche grazie all’allenatore”.
Su Gerson e Grenier:
“Con la società c’è grande sintonia e nessuno passa avanti a nessuno. Questa è un po’ di più la mia gestione perché dentro lo spogliatoio decido io. Quando poi un giocatore non lo utilizzi per molto tempo, le partite vanno a diminuire, allora i giocatori cominciano a essere 15-16 da mandare in campo. Poi ti manca uno che deve essere sostituito come Strootman ad esempio, ma poi sennò giocano i soliti. Io ho penalizzato Gerson e Grenier, ma ho fatto giocare De Rossi o Nainggolan e Strootman. Ho fatto giocare uomini che non hanno fatto danni. Sono passaggi che nella lunghezza di un campionato vanno fatti e dove si deve prendersi le responsabilità delle scelte fatte”.
Termina qui la conferenza stampa di Luciano Spalletti.
Per ricevere sul telefono tutte le news riguardo la Roma, iscrivetevi al nostro canale telegram: telegram.me/RomaGoal24