Italia, Ventura rifletti bene: Balotelli è inaffidabile
Le ultime apparizioni di Balotelli, prima da calciatore poi da spettatore, sono il simbolo di chi non vuole smentirsi mai; se in campo, nella sfida di domenica scorsa contro il Psg, sfodera una delle sue migliori prestazioni regalando tre punti d’oro al Nizza, mercoledì (mentre era a vedere Monaco-Juventus) ha messo in mostra tutta la sua eleganza con un abito che difficilmente poteva passare inosservato. Questo è Balotelli: un ragazzo che con il pallone al piede può fare qualsiasi cosa ma che, purtroppo per lui, non è mai riuscito ad avere l’equilibrio mentale necessario per essere un campione di livello assoluto. In undici anni di carriera ha già vestito sei maglie diverse (Lumezzane, Inter, Manchester City, Milan, Liverpool, Nizza) e in ogni squadra il motto è sempre stato: “Questo è l’anno di Balotelli”; una frase ripetuta più volte perché vedere un talento del genere non sbocciare del tutto è un vero peccato. Anche in questa stagione l’attaccante italiano ha diviso il suo campionato tra grandi giocate e bravate inutili (come quando si è fatto espellere per proteste oppure quando è stato escluso per due giornate a causa del poco impegno). E’ proprio per questa sua discontinuità che Ventura non lo ha ancora preso in considerazione ma il vento potrebbe cambiare dal momento che il tecnico della nazionale sembra intenzionato a chiamare Balotelli per i prossimi impegni degli azzurri. La speranza è che l’ex allenatore del Torino abbia analizzato tutti i pro e i contro perché portare uno come Super Mario è una responsabilità non da poco soprattutto in un momento così delicato per la nazionale; l’Italia, infatti, l’undici giugno affronterà il Liechtenstein (gara valida per la qualificazione al prossimo Mondiale e match che precede lo spareggio contro la Spagna). Ok, il valore della nazionale che affronteremo in piena estate non è eccelso ma i rischi sono dietro l’angolo e gli azzurri non possono permettersi passi falsi. Convocarlo o no? La decisione più saggia sarebbe quella di aspettare perché troppe volte a Balotelli è stata data fiducia senza poi essere ripagati; il rischio è che una personalità forte come quella dell’attaccante possa spaccare lo spogliatoio azzurro e far perdere la strada ad una nazionale che dopo Conte ha trovato un sentiero ben preciso. Se una rondine non fa primavera, una stagione buona non può farti guadagnare la maglia azzurra. Serve una conferma e il prossimo anno, l’anno pre Mondiale, può essere quello giusto per capire cosa vuole fare Balotelli: il giocatore di calcio o il bambino viziato che, in qualsiasi momento, decide di fare quello che più gli piace. Ventisei anni ed un immenso talento, con il quale ha trascinato l’Italia alla finale degli Europei nel 2012, ma anche una testa matta che gli ha fatto gettare la maglia sul prato di San Siro (ai tempi dell’Inter) o che lo ha fatto venire alle mani con Mancini (quando giocava con il Manchester City). Croce e delizia: questo è Mario Balotelli e forse è meglio non convocarlo perché potrebbe essere delizia ma il rischio che sia croce è troppo alto per questa nazionale.