Roma, la conferenza stampa di Monchi (LIVE)

Il nuovo direttore sportivo della Roma, Monchi, presenzierà alla sua prima conferenza stampa da dirigente giallorosso alle ore 13.30. Seguite la diretta LIVE della conferenza aggiornando la pagina con F5!

Parla Gandini; Siamo qui di fronte ad un grandissimo dirigente. Vorrei ringraziare James Pallotta, senza il quale Monchi non sarebbe mai arrivato, e anche Massara, che ha svolto egregiamente il suo compito e che resterà comunque nella dirigenza giallorossa”.

Lei è considerato uno dei migliori al mondo e ha ricevuto offerte da club importanti. Perché la Roma?

“Buongiorno a tutti, non mi considero il miglior direttore sportivo al mondo ma solo una persona a cui piace il proprio lavoro. Ho ricevuto molte offerte e ho fatto fatica a lasciare Siviglia, ma Roma ha una base importante e può crescere moltissimo nel futuro. Ho parlato con il presidente e mi ha assicurato che potrò lavorare con libertà, agire da “Monchi”, seguendo me stesso”.

Ha parlato con la squadra? Cosa ne pensa della situazione attuale?

“In questa stagione non avrò molta influenza perché sono appena arrivato. Tuttavia il nostro futuro dipende da questo presente e perciò sarebbe molto importante arrivare in Champions League. Sono già parte integrante della società e non vedo l’ora di lavorare”.

La Juventus si appresta a vincere un altro scudetto mantenendo un “blocco stabile”. Bisogna seguire l’esempio o serve una rivoluzione?

 “Conosco la storia e la forza della Juventus, ma io sono molto ambizioso e voglio colmare il divario. E’ difficile ma non impossibile e noi abbiamo già buoni elementi che ci permettono di essere vicini a loro. Noi dobbiamo comunque crescere e migliorare molto”.

In Serie A è ancora viva la piaga del razzismo. Cosa ne pensa?

“E’ un tema ovviamente molto serio. In Spagna siamo riusciti a contenerlo in maniera ottimale grazie all’aiuto di tutti: calciatori, dirigenti,  giornalisti, federazione e tifosi. In Italia dobbiamo fare lo stesso ora: ho parlato con Rudiger e sta soffrendo per questa cosa. Siamo nel 2017 e non dovremmo parlare di questi temi. Chiedo a tutti sostegno, aiuta e prontezza nel denunciare questi episodi”.

Vede analogie fra Roma e Siviglia? Qual’è il segreto per rendere vincente una realtà che non lo è?

“Non credo esista una formula segreta per vincere. Non esistono due club identici, perché ognuno ha la propria storia e fisionomia. La risposta per vincere è il lavoro quotidiano, fuori e dentro al campo. Ognuno deve andare nella stessa direzione e lavorare insieme per raggiungere i nostri sogni. I tifosi meritano questo e io sono qui per aiutare a realizzarli. L’obiettivo è quello di unire tutti, da Pallotta a Monchi fino all’ultimo magazziniere per vincere”.

Cosa pensa lei della situazione dell’allenatore?

“Vi racconto un segreto: la prima volta che sono stato contattato dalla Roma, ragionando sui pro e i contro, ho lottato fra la paura di lasciare Siviglia, che considero casa mia, e la voglia di lavorare per un grande club e con grandi persone, tra le quali figura Luciano Spalletti, un grandissimo allenatore con cui mi piacerebbe continuare”.

Come sarà lavorare per un club dove manca l’aspetto affettivo di Siviglia? Quali sono i motivi per la sua partenza dal club spagnolo?

E’ la prima volta che esco da Siviglia da quando quando che avevo 19 anni quindi è normale che si possa avere un po’ di paura. Tuttavia mai mi sarei immaginato un’accoglienza così bella da parte di tutti, persone interne ed esterna alla società e per questo è stato più semplice trasferirmi. A Siviglia ho lavorato benissimo e mi sono lasciato altrettanto bene, mai avuto dissidi”.

Sui rinnovi di Totti e De Rossi:

Per quanto riguarda De Rossi c’è interesse reciproco, in quanto entrambi vogliamo continuare insieme. Sarebbe stupido non prolungare il contratto anche perché Daniele è un ragazzo fantastico. Su Totti: quando sono arrivo ho saputo che questo sarebbe stato il suo ultimo anno da calciatore per poi continuare da dirigente. Spero che Totti l’anno prossimo mi sia vicino per insegnarmi cosa sia la Roma. Basterebbe l’1% di quello che sa lui per ritenermi soddisfatto”.

Quanto ha influenzato sulla trattativa Baldini?

“Non saprei, quella che mi ha convinto è stata la Roma, Baldini è stato solo intermediario. Mi sono innamorato della Roma, non di Baldini”.

Come cambierebbe la pianificazione del mercato se la Roma arrivasse terza e non seconda?

“Io in questo momento sto tenendo 3 corsi: quello sull’italiano, quello sui nomi delle persone in società e quello sull’ambizione: sotto questo punto di vista la Roma è ai massimi livelli.  Il denaro è importante ma non fondamentale, dà prestigio ma  con il duro lavoro puoi sopperire a qualsiasi difficoltà economica.

A Siviglia ha sempre detto che la prassi “Vendo e poi compro” sia molto pericolosa. Quale sarà la strategia della Roma?

“A Siviglia tale strategia era necessaria per cercare di lottare quegli obiettivi. Certamente che è pericolosa, ma aldilà del fattore denaro l’importante è fare successi sportivi non economici. Se lei mi chiede se la Roma debba per forza vendere qualche grande calciatore io le rispondo che l’importante non è vendere ma comprare male. Inoltre: perché avrei dovuto lasciare Siviglia per un progetto che non punta a vincere?

Si parla molto di cessioni di grandi calciatori, da Manolas a Dzeko. Qual’è la sua posizione su questi giocatori? Qual’è il suo metodo per selezionare i giocatori da prendere?

“Non sono qui per vendere fumo: non ci sono giocatori incedibili ma ci sono giocatori importanti su cui occorre fare riflessioni. Valuteremo tutte le offerte ricevute ma non abbiamo al collo un cartello “Qui si vende” ma “Qui si vince”. Sulla seconda domanda bisognerebbe fare una conferenza a parte (ride) ma non è un segreto”.

Lei ha spesso preso giovani calciatori poi diventati campioni come Dani Alves e Ramos. A Roma vuole lavorare in questo modo? Kessié?

Precisazione: non ho comprato Ramos ma è cresciuto con le nostre giovanili. A me piace lavorare con i giovani, ma non è un’ossessione. L’obiettivo è comprare calciatori forti e che hanno fame, aldilà dell’età. Kessié è un ottimo calciatore che seguiamo e che già conoscevo ma come altri è ancora solo una possibilità“.

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FINE DELLA CONFERENZA