Inter, Torres obiettivo per l’attacco del futuro

Un’Inter divisa tra presente e futuro, tra grandi obiettivi e giovani promesse. La rinascita dei nerazzurri, infatti, passa anche per gli investimenti sulle giovani promesse, prendendo spunto dal modello Juve che negli ultimi anni ha monopolizzato il mercato italiano. D’altronde, facile accorgersi di Kylian Mbappè quando segna in un quarto di finale di Champions League: il problema è notare i giocatori in rampa di lancio, prima che il prezzo del cartellino, in un mercato folle come quello attuale, schizzi alle stelle. Secondo Il Messaggero, il club nerazzurro avrebbe messo nel mirino il giovane Luis Marcelo Torres, attaccante argentino classe 1998 del Boca Juniors: è lui l’uomo giusto per l’attacco nerazzurro?

Marcelo_Torres Si può essere un uomo mercato senza esordire in prima squadra? Questa la storia del “CheloTorres, già paragonato in patria ad un grande come Carlitos Tevez. L’attaccante del Boca è esploso durante il Sudamericano Sub 20 con la maglia dell’Albiceleste, realizzando cinque reti in sette presenze e vincendo il premio di capocannoniere della manifestazione. Torres si è guadagnato durante il torneo una maglia da titolare, ripagata a suon di gol: durante la prima partita contro il Perù, infatti, era rimasto a guardare i propri compagni dalla panchina, per poi risultare decisivo già dal secondo match contro l’Uruguay con una doppietta. Il club argentino ha dunque deciso di puntare sul giovane attaccante, offrendogli un contratto fino al 2020 per tenerlo al riparo dalle mire dei club europei, pur fissando una clausola rescissoria relativamente bassa (intorno ai 9 milioni di euro).

Le caratteristiche tecniche rispecchiano quelle del classico numero nove argentino. Pur essendo formalmente una prima punta, è dotato di un’ottima tecnica palla al piede con cui riesce facilmente a dribblare i difensori avversari. Nonostante non sia altissimo (180 cm) riesce ad essere pericoloso anche di testa grazie alla sua capacità di muoversi in area di rigore. I movimenti negli ultimi sedici metri sono infatti la sua specialità, riuscendo sempre a farsi trovare al posto giusto al momento giusto tagliando davanti agli avversari. Il tiro da fuori completa il quadro di un attaccante potenzialmente completo, con ampi margini di miglioramento vista la giovanissima età.

L’esempio di Gabigol, però, dovrebbe aver insegnato qualcosa ai dirigenti nerazzurri. L’attaccante brasiliano era arrivato a Milano con ben altre premesse e, ad oggi, ha raccolto solo 153 minuti sul campo, segnalandosi più per la sua attività sui social network. In questo momento storico, l’Inter non può affidarsi a giovani di belle speranze, provenienti da mondi calcistici completamente diversi da quello italiano. Il rischio di finire in fondo alle rotazioni è concreto, qualunque sia il futuro della panchina nerazzurra. Lanciarlo in campo vorrebbe invece dire esporlo ai fischi dell’esigente pubblico di San Siro, con conseguenze spesso negative sul morale del giocatore. La migliore ipotesi prevede invece che l’Inter prelevi il cartellino del giocatore per poi girarlo in prestito in qualche società “minore”, per dar modo a Torres di abituarsi con calma al calcio italiano e poi decidere il suo futuro. In questo modo potrebbe certamente rendersi utile alla causa nerazzurra, visto anche il costo contenuto del cartellino (si dice possa arrivare per circa cinque milioni di euro).

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