Inter, Oriali al posto di Ausilio? Ecco il profilo del possibile nuovo dirigente nerazzurro!
Internet ha drasticamente cambiato le nostre vite a tal punto che ogni aspetto della nostra vita, dalle questione socio-politiche ed economiche fino ai più triviali eventi, ne è altamente influenzato. Non c’è da stupirsi quindi che anche il calcio ne sia stato permeato in tutto e per tutto, rendendo la comunicazione uno degli apparati più importanti all’interno di qualsiasi club. A volte la rete può essere però un’arma a doppio taglio, che può rivelarsi negativa quando ci troviamo di fronte ad un leak di notizie che danneggiano trattative o questioni spinose per le società. Potrebbe essere il caso dell’Inter, con l’ormai semplice azionista Erick Thohir che avrebbe “per sbaglio” messo un “like” ad un post su Instagram che faceva “Inter, Ausilio out, Oriali in“. Ora, c’è da dire che potrebbe trattarsi una semplice e simpatica presa di posizione senza nulla di concreto dietro, ma vista la situazione contrattuale in bilico del direttore sportivo nerazzurro è possibile che si tratti di un vero e proprio indizio di mercato dirigenziale. Ma chi è Gabriele Oriali e cosa potrebbe portare alla squadra milanese? Per lui si tratterebbe di un ritorno, visto che con l’Inter ha intrapreso la maggior parte della sua carriera sia da giocatore che da allenatore.
Nato a Como nel 1952, Oriali inizia a lavorare come aiuto barbiere per mettere da parte qualche soldo mentre prova a sfondare nel mondo del calcio. L’impegno messo in atto lo aiuta, visto che a 17 anni viene preso proprio dall’Inter, con cui esordì in prima squadra già dalla stagione ’70/’71. Con i nerazzurri Piper (soprannominato così da Brera per il suo dinamismo in campo) riesce a conquistare ben due scudetti e due Coppe Italia, attestandosi come uno dei migliori mediani in circolazione. Grandi soddisfazioni anche con la nazionale, visto che fa parte della spedizione dell’82 vincitrice del Mondiale. Nell’ultimo anno di carriera passa alla Fiorentina disputando anche una buona stagione, ma nel 1987 decide di ritirarsi per intraprendere la vita da dirigente sportivo, partendo dalla Solbiatese, piccola realtà che riesce a portare in C2. A partire dal 1994, è direttore sportivo del Bologna: suoi sono gli acquisti di Carlo Nervo, di Francesco Antonioli e di Michele Paramatti. In Emilia Oriali ottiene una prima promozione, dalla Serie C1 alla Serie B nel 1995, e una seconda promozione in Serie A già l’anno successivo. Nel 1997 riesce a portare in maglia rossoblù Roberto Baggio, mentre l’anno seguente lascia Bologna per accasarsi al Parma, dove compra Abel Balbo dalla Roma e Juan Sebastian Veron dalla Sampdoria. Da dirigente gialloblù vince una Coppa Uefa, grazie al successo in finale contro il Marsiglia, e una Coppa Italia, sconfiggendo la Fiorentina: in campionato, invece, la stagione 1998/1999 si conclude al quarto posto, che equivale alla conquista dei preliminari di Champions League per l’anno successivo. Nell’estate del 1999, però, lascia Parma e torna all’Inter al posto di Sandro Mazzola: rimarrà in nerazzurro per ben undici anni, lavorando come intermediario tra la dirigenza e la squadra e come consulente di mercato. Nel 2001 viene coinvolto, insieme ad Alvaro Recoba, nello scandalo dei passaporti falsi: il 27 giugno la Commissione disciplinare della Lega Calcio emette la sentenza di primo grado che inibisce per un anno Oriali (sentenza che sarà confermata dalla Commissione di Appello Federale e che comporterà anche una multa di due miliardi di lire per l’Inter).
Al di là di questo sgradevole episodio, in ogni caso, al fianco del direttore tecnico Giuliano Terraneo (che nel 2003 verrà sostituito da Marco Branca) e del presidente Massimo Moratti, Gabriele Oriali contribuisce all’acquisto di campioni che porteranno l’Inter alla vittoria di 5 scudetti e del famoso Triplete 2010. Nel 2006, Giuseppe Lombardi, Gip del Tribunale di Udine, accoglie la richiesta di patteggiamento di Oriali (e quella di Recoba) nell’ambito del procedimento relativo alla naturalizzazione illecita del calciatore uruguayano, che era stato trasformato in giocatore comunitario pur non avendo antenati europei: il dirigente nerazzurro viene condannato a una pena di sei mesi di reclusione, sostituita con una multa di 21.420 euro, essendo ritenuto colpevole del reato di concorso in falso e del reato di ricettazione per una patente italiana concessa allo stesso Recoba. Nel 2011, un’intervista concessa da Franco Baldini, ex direttore sportivo della Roma, a Repubblica scagiona parzialmente Oriali per l’episodio del passaporto falso di Recoba. L’ex dirigente giallorosso spiega di avere consigliato, all’epoca dei fatti, a Oriali la collaborazione di una persona che poi si era rivelata poco limpida, e che in tutta la vicenda lo stesso Oriali non c’entrava nulla. Anche per questo motivo, l’ex centrocampista interista fa sapere di poter prendere in considerazione la possibilità di domandare una revisione del processo. A partire dal 2008, Gabriele Oriali inizia, con José Mourinho come allenatore, a svolgere il ruolo di dirigente accompagnatore, sedendosi non più in tribuna ma in panchina. Nel luglio del 2010, però, lascia l’Inter per divergenze con la dirigenza (sarà sostituito da Amedeo Carboni, chiamato dal nuovo tecnico Rafa Benitez), dopo aver conquistato cinque scudetti consecutivi tra il 2006 e il 2010, una Champions League nel 2010, tre Supercoppe Italiane e tre Coppe Italia. A partire dalla stagione 2011/2012, Oriali entra a far parte della squadra di opinionisti di Premium Calcio per il programma Serie A Live, mentre nella stagione successiva commenta le partite di Europa League sullo stesso canale. Il 25 agosto del 2014 viene nominato dal presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) Carlo Tavecchio team manager della Nazionale maggiore, accogliendo l’incarico che fino al 2013 era stato svolto da Gigi Riva. E’ chiaro come quindi il nome di Oriali significhi “vittorie” in casa Inter: proprio per questo una proprietà ambiziosa come quella cinese potrebbe fare una grane mosse nel richiamare una figura così simbolica della storia nerazzurra.
(fonte: biografieonline.it)

