Italia, carrellata di nomi nuovi. Ma chi sarà davvero utile a Ventura?

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Nuova, giovane, forse anche irriconoscibile: questa l’Italia che Giampiero Ventura continua a plasmare in vista di Russia 2018. Il c.t. della Nazionale si è davvero sbizzarrito nelle convocazioni per lo stage che si terrà a Coverciano da lunedì 10 a mercoledì 12 aprile. Ventitrè come al solito i chiamati, ma nessun big: Ventura intende valutare il potenziale di giocatori emergenti, per immaginare già la squadra del prossimo futuro. La curiosità generale va soprattutto ai 9 volti del tutto inediti presenti nella lista: Emerson Palmieri, Filippo Romagna, Federico Chiesa, Davide Calabria, Claud Adjapong, Cristian Dall’Orco, Gian Marco Ferrari, Rolando Mandragora, Daniele Baselli.

Di questi, la novità più significativa è rappresentata da Emerson Palmieri. Il 23enne terzino sinistro brasiliano diventa così l’ultimo oriundo nella storia recente italiana, concretizzando così un passo ormai atteso da mesi. Si tratta senz’altro di un ottimo acquisto per la rosa della Nazionale. Nella Roma è ormai titolare e in ottica azzurra occuperebbe un ruolo storicamente molto pregiato perché privo di tantissime alternative. Poco stupore anche per la chiamata di Daniele Baselli, 25enne centrocampista da diverse stagioni ormai titolare in Serie A tra Atalanta e Torino. Mezz’ala tuttofare, probabilmente non ha potuto compiere questo salto di qualità per via della folta concorrenza in azzurro. Resta un’alternativa di valore.

Per il resto, i nuovi ragazzi a disposizione di Ventura sono volti più o meno noti nella generazione d’oro che sta nascendo nel nostro calcio. Alcuni, come Federico Chiesa (Fiorentina) e Davide Calabria (Milan), hanno già accumulato punti in partite importanti ma non hanno ancora ottenuto continuità. Altri, come il duo del Sassuolo composto da Claud Adjapong e Cristian Dall’Orco, hanno giocato un po’ meno. Addirittura lo juventino Rolando Mandragora non è mai nemmeno sceso in campo. Fatichiamo in verità a comprendere fino in fondo la ragione di queste anziché mille altre convocazioni. Che la Nazionale diventi il trampolino di lancio per giocatori che non hanno dimostrato ancora nulla nel club? E uno stage di tre giorni scarsi sarà sufficiente a farli crescere o anche solo a misurarne il valore? Ai posteri la sentenza, si spera non ardua come la conduzione di una Nazionale come l’Italia.

 

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