Fiorentina, Di Francesco erede ideale di Bernardeschi

BOLOGNA  VERONA

Il nome Di Francesco inizia a circolare sempre più insistentemente intorno all’universo Fiorentina. Questa volta, però, non parliamo del futuro della panchina viola: per la prima volta, infatti, Eusebio potrebbe trovarsi ad allenare suo figlio Federico. Certo, le variabili in gioco sono parecchie affinchè questa ipotesi diventi reale. Innanzitutto, il tecnico del Sassuolo dovrebbe accettare l’incarico e diventare il successore di Paulo Sousa, mentre contemporaneamente Bernardeschi dovrebbe lasciare Firenze (dietro lauto compenso per le casse viola) per cercare fortuna in uno dei (tanti) top club europei in fila da mesi per acquistarlo. A quel punto, alla ricerca di un erede, il nome di Federico Di Francesco potrebbe essere il sostituto ideale per continuare la linea giovane inaugurata con il ritorno di Corvino nel ruolo di direttore sportivo. La riunione di famiglia è difficile, ma non impossibile.

Essere “figlio di”, a volte, può essere un ostacolo più che un aiuto. Specialmente nel mondo del calcio, essere eredi di un cognome pesante può spesso tarpare le ali ad un giovane calciatore, desideroso di essere valutato solo per quanto fatto sul terreno di gioco. Dopo l’esordio in Serie A con il Pescara nella stagione 2012/2013, Federico Di Francesco ha scelto la strada della gavetta per non essere etichettato sin da subito come “raccomandato”, affermandosi definitivamente nella scorsa stagione con la maglia del Lanciano. Trentasei presenze condite da otto gol e cinque assist, in una squadra in lotta fino alla fine per evitare la retrocessione in Lega Pro. La sua rete contro il Vicenza è un vero gioiello: rubata palla all’altezza del cerchio di centrocampo, il giovane attaccante si invola verso la porta dribblando tra avversari prima di concludere dal limite dell’area con un potente destro sotto la traversa. In estate diverse squadre sembravano interessate al suo cartellino: si è parlato anche di un interessamento da parte della Juventus, prima di arrivare a Bologna a titolo definitivo per circa 1,5 milioni di euro. Anche il Sassuolo di papà Eusebio aveva acquisito informazioni, ma lo stesso tecnico ha preferito evitare situazioni di potenziale conflitto di interessi. Il primo anno in Serie A dell’esterno rossoblu si può definire di adattamento. Pur partendo spesso dalla panchina, il giovane attaccante ha segnato due reti in campionato, servendo un assist proprio nella sfida contro il Sassuolo al Mapei Stadium per Dzemaili, risultato poi decisivo al termine dei novanta minuti. Diciannove presenze per un totale di 759 minuti giocati rappresentano un buon bottino per un ragazzo di ventidue anni.

Parlando delle caratteristiche tecniche, Di Francesco può essere utilizzato indifferentemente come esterno destro o sinistro in un tridente d’attacco, anche se la fascia preferita rimane quella destra. La sua dote migliore è la velocità con cui riesce a superare il diretto avversario, abbinata ad un’ottima capacità di dribbling nell’uno contro uno. Da migliorare l’attitudine difensiva, soprattutto vista la tendenza a raccogliere cartellini (ben tre ammonizioni ed un’espulsione in questo scorcio di stagione). La fiducia nelle sue doti tecniche lo porta qualche volta ad esagerare nei dribbling: il percorso di maturazione è però appena iniziato. Di certo non può essere sin da subito il sostituto ideale di Bernardeschi: il numero 10 viola è esploso definitivamente durante questa stagione, mostrando classe e fantasia abbinata a delle ottime doti atletiche. Di Francesco può però essere l’erede in prospettiva (pur essendo più giovane solo di pochi mesi), soprattutto considerando il prezzo del cartellino non eccessivo Quel che è certo è che, per il momento, i tifosi viola si augurano di poter ammirare ancora a lungo Bernardeschi con la maglia viola. Magari sotto la guida di Di Francesco in panchina: per le riunioni di famiglia, in fondo, c’è ancora tempo.

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