Sampdoria, l’erede di Muriel si chiama Driussi

L’attesa consacrazione di Luis Muriel con la maglia della Sampdoria è sicuramente una delle note liete della stagione del club blucerchiato. L’attaccante colombiano, sotto la guida di Marco Giampaolo, sta infatti finalmente dimostrando sul campo tutto ciò che non era riuscito ad esprimere nelle sue annate ad Udine. Sembrava ormai destinato ad una carriera da eterno incompiuto e l’etichetta di “nuovo Ronaldo” pesava come un macigno sulle spalle (e, perchè no, sulla bilancia) del giovane centravanti. Il problema, per la società capitanata da Massimo Ferrero, è che tutti si sono accorti della maturazione del giocatore ed il suo cartellino adesso è al centro di un’asta tra i migliori club italiani ed esteri. Tanto da far apparire la clausola da 28 milioni apposta sul suo contratto quasi un affare per le società interessate. La Sampdoria non vuole certo farsi trovare impreparata ed ha da tempo intensificato i contratti con il River Plate per Sebastian Driussi, giovane attaccante argentino classe 1996. Sulla carta, l’erede ideale di Luis Muriel.

Da “Grasso” a “Gioiello”

In Argentina attribuire un soprannome ad un giocatore è operazione consueta. Ai tempi della selezione Under 17, Sebastian Driussi era stato frettolosamente ribattezzato “El Gordo” per via di qualche chilo di troppo: la somiglianza con Muriel potrebbe partire proprio da questo punto. Sin dall’età di 11 anni entra nella cantera del River Plate e il club argentino, accortosi del suo talento, fa di tutto per evitare che le società europee mettano anzitempo gli occhi sul giocatore, facendogli firmare una sorta di precontratto. Diversamente da molti altri suoi colleghi, che in carriera hanno arretrato la propria posizione in campo, Driussi nasce come regista di centrocampo (tanto da citare Veron come modello a cui ispirarsi). Ma l’istinto per il gol lo porta ad avvicinarsi sempre più alla porta, fino ad essere considerato a tutti gli effetti come una prima punta. Infatti, anche se capace di giocare come esterno d’attacco, le undici reti siglate in 17 presenze dimostrano la sua attitudine naturale per il ruolo di centravanti. La tecnica, però, rimane quella del trequartista/seconda punta, testimoniata dalla capacità di dribblare gli avversari anche in spazi stretti: il suo modo di giocare ricorda molto quello di Paulo Dybala, con cui adesso condivide anche il soprannome (Joya). Da “Grasso” a “Gioiello” il passo è breve. Nonostante la giovane età ha già vinto tutto il possibile con la maglia del River e sembra essere pronto per il salto nel grande calcio europeo. L’esplosione, pur trattandosi di un ragazzo di soli 21 anni, non è avvenuta nei tempi da predestinato immaginati ad inizio carriera, permettendo però allo stesso tempo al giocatore di maturare ulteriormente ed affermarsi ai massimi livelli del calcio sudamericano. I paragoni in patria si sprecano: da quello già citato con Dybala fino ad arrivare a scomodare El Kun Aguero per la sua capacità di muoversi con i tempi giusti all’interno dell’area di rigore. La clausola rescissoria da 15 milioni è un ostacolo non insormontabile, soprattutto se dovesse concretizzarsi la cessione di Muriel in estate. La possibile coppia con Schick fa già sognare i tifosi della Sampdoria.

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