Fabio Felici, direttore di RadioGoal24, risponde all’editoriale di Fabrizio Biasin
Lettera aperta a Fabrizio Biasin,
Buongiorno Fabrizio, mi permetto in qualità di direttore di RadioGoal24, di scrivere questa lettera aperta perché ci siamo sentiti coinvolti da un tuo editoriale pubblicato su TuttoMercatoWeb. Nel tuo pezzo rispondevi ad un consiglio, chiesto da Amedeo Passerotti nostro collaboratore, sul fatto che intraprendere l’attività giornalistica fosse impossibile senza avere gli agganci giusti. Questo un passaggio della tua risposta: “Il mio consiglio è: scrivi, fai la gavetta, non mollare ma a un bel punto non farti prendere per il culo. Mille articoli non pagati non sono “gavetta”, sono bieco sfruttamento”. Ed è proprio sulle parole “sfruttamento” e “prendere per il culo” che ci permettiamo di intervenire. Faccio il giornalista da 36 anni (il mio primo articolo porta la data del 14 febbraio 1981 quando avevo appena intrapreso il percorso universitario) e conosco bene il significato pratico di gavetta. Ma erano altri tempi. L’entusiasmo e la perseveranza, coadiuvate dalla necessaria dose di bravura, potevano bastare per fare breccia in una redazione di quotidiano locale od una rivista specializzata. Da li poteva poi nascere la scalata a palcoscenici più importanti. Oggi entusiasmo e perseveranza non bastano più e nemmeno la bravura è una discriminante così decisiva. Attualmente aiuto il gruppo di ragazzi di RadioGoal24 nella ricerca di un loro spazio nel settore dell’informazione. Sono ragazzi forti di un entusiasmo giovanile coinvolgente, forti di una passione (quella calcistica) da farli diventare veri esperti, ma soprattutto forti di quelle idee e di quei sogni di cui tutti ci siamo nutriti alla loro età. Amedeo è uno di questi. Amedeo sta cercando anche lui il suo spazio vitale nel mondo del giornalismo sportivo, ma purtroppo si sta scontrando con una realtà che viaggia dalla parte opposta rispetto ai suoi desideri. Non scopro l’acqua calda ricordando la profonda crisi economica che stiamo vivendo e che ha toccato tutti i settori, compreso il nostro. Le testate più importanti del nostro Paese (basti a pensare a IlSole24Ore od al Il Corriere della Sera) hanno subito forti ridimensionamenti e sono state costrette all’utilizzo di ammortizzatori sociali di ogni tipo. Cercare un varco lavorativo nel modo dell’informazione è oggi praticamente impossibile, ad eccezione che si viaggi con le proprie gambe. Ma anche in questo caso trovare finanziatori o sponsor non è l’attività più semplice del mondo. Con RadioGoal24 ci stiamo provando con un progetto che coinvolge chiunque ne faccia parte. Anche Amedeo è un tassello importante di questo puzzle e spero continui a credere che il nostro progetto possa avere un futuro. Anche io, come direttore responsabile, non percepisco compensi perché sono il primo a sapere che al momento le uniche risorse disponibili sono quelle personali. Però sono molto soddisfatto del lavoro, e vedere i ragazzi entusiasti dopo un’intervista ad un calciatore famoso o felici per l’incremento di followers, sono per me il compenso migliore e più gradito. Spero che presto RadioGoal24 possa viaggiare con le proprie gambe ed offrire le giuste ricompense a chi ha creduto, sostenuto ed investito con il proprio lavoro in questo progetto. Per questo caro Fabrizio, ci sentiamo molto distanti da quelle definizioni riportate nel tuo editoriale. Ci tenevamo anche a farci conoscere da te e permetterti quindi di esprimere un giudizio più consapevole. Ovviamente ci farebbe piacere poter ospitare un tuo intervento sulla questione. Ad Amedeo ed ai giovani come lui che hanno un sogno da realizzare vorrei ricordare una famosa citazione di Sergio Bambarén, grande scrittore peruviano, che nel suo meraviglioso libro “Lettere a mio figlio sulla felicità” ricordava che: “Un perdente non è colui che non raggiunge i suoi obiettivi, ma colui che vi rinuncia in partenza”. Buon lavoro.
Fabio Felici