Juventus, Cuadrado adesso è indispensabile
Da riserva di lusso a titolare inamovibile: questo il riassunto della stagione di Juan Cuadrado alla Juventus. La straordinaria rete messa a segno contro l’Inter corona infatti un periodo di ottima forma per l’esterno colombiano, figlio anche della nuova disposizione tattica. Il suo ruolo nella Juventus non è mai stato così definito. Inizialmente Allegri ha utilizzato soprattutto a partita in corso come alternativa a Paulo Dybala, una sorta di seconda punta. Ma il suo habitat naturale è la fascia: da qui nasce l’alternanza con gli esterni difensivi bianconeri nel 3-5-2. Bene, ma non benissimo: la propensione offensiva rimane, portando così i bianconeri a subire qualche gol di troppo a causa delle mancate coperture sul lato destro. Naturale per un giocatore nato come attaccante esterno. Oltretutto, la presenza di Alex Sandro sul lato opposto rendeva la squadra troppo sbilanciata, mentre l’eventuale utilizzo del 4-3-3 non avrebbe permesso ai bianconeri di schierare tra gli undici titolari la classe della Joya argentina.Un rebus tattico che l’allenatore livornese ha finora brillantemente risolto con il passaggio al 4-2-3-1 (e grazie anche al “sacrificio” continuo di Mario Mandzukic): un modulo perfetto per le caratteristiche del numero 7 bianconero, abituato a dare il meglio di sè in velocità e con molto campo davanti grazie alla sua progressione. La nuova disposizione tattica gli impone anche di sacrificarsi sui raddoppi esterni, avendo però la copertura di un vero terzino alle sue spalle e risparmiandogli dunque qualche diagonale difensiva. Fondamentale è soprattutto la sua capacità di saltare l’uomo grazie all’ottima tecnica abbinata all’impressionante velocità. Così Cuadrado è diventato indispensabile.
Lo sa bene Antonio Conte, l’uomo che per primo desiderava portarlo alla Juventus durante la sua esperienza sulla panchina bianconera. E che domenica sera lo ha ammirato molto da vicino dalla tribuna dello Juventus Stadium. Il Chelsea è ancora formalmente proprietario del cartellino dell’esterno colombiano, ma la Premier League non sembra essere l’ambiente adatto per le sue caratteristiche. Arrivato a Londra nel gennaio del 2015 per circa 32 milioni (più il prestito alla Fiorentina di Salah), Josè Mourinho non è riuscito ad inserirlo efficacemente nel suo schieramento tattico, mandandolo dopo soli sei mesi in prestito proprio alla Juventus. Prestito secco, senza alcuna opzione per il riscatto. Il ritorno di Cuadrado a Torino è stato uno dei temi della scorsa estate, visto che sulla panchina dei Blues era approdato proprio il suo primo estimatore, Antonio Conte. La formula utilizzata per il suo ritorno in bianconero assomiglia molto alla pratica del leasing: l’utilizzatore (la Juventus) paga un canone periodico per lo sfruttamento del bene (le prestazioni di Cuadrado) per poi riscattarne la definitiva proprietà al termine del periodo di prestito triennale. Ogni anno di prestito del colombiano pesa sulle casse bianconere circa 5 milioni, che andranno poi detratti dall’eventuale riscatto finale fissato a 25 milioni. Riscatto che la Juventus ha intenzione di esercitare già questa estate: impossibile rinunciare al suo jolly offensivo, in grado di cambiare le partite con una sola giocata. Proprio come contro l’Inter, quando ha tirato fuori dal cilindro una magia che vale tre punti, coronata da un “balletto” già virale sul web. I bianconeri sperano di ballare ancora, fino alla fine della stagione.
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