Gli stadi di proprietà: ecco perché fanno bene al nostro calcio
Il calcio italiano e la modernità: un matrimonio che non s’ha da fare. Anche se i recenti trionfi della Juventus lasciano quantomeno aperta la porta per una discussione intorno a un tema che ci sta a cuore. Avere uno stadio di proprietà fa bene, anzi benone, su tutta la linea. A partire dall’aspetto che (ahimé) conta più d’ogni altro nell’epoca in cui viviamo: quello economico. La possibilità di gestire autonomamente spese e incassi per il mantenimento dell’impianto comporta un enorme benefit in termini di guadagni. Anche senza scomodare importanti esempi esteri, basta guardare al caso della Juventus: stando a un recente sondaggio di Repubblica, i bianconeri hanno aumentato gli introiti da 11 a 51 milioni di euro rispetto ai tempi del Delle Alpi.
Uno stadio nuovo, efficiente e persino bello sul piano estetico muove inoltre un circolo virtuoso anche sul piano dell’attenzione mediatica e delle sponsorizzazioni. Non è un segreto che oggi i top club europei guadagnano in gran parte con i diritti tv e la valorizzazione del proprio marchio, secondo logiche pienamente commerciali. Un club con uno stadio vecchio e fatiscente non piace, non attira e quindi si trova in handicap rispetto a chi può disporre altrimenti. È una realtà spietata ma ineludibile: chi ha più soldi si può permettere più investimenti sul mercato allenatori e giocatori.
Ragioniamo anche in termini più generali: un restyling del nostro calcio, con squadre che giocano in stadi di proprietà e ben curati, darebbe lustro al nostro movimento e attirebbe nuovi investimenti. Vista la nostra gloriosa tradizione, potremmo non dover sgomitare troppo per riprenderci il nostro posto nell’elite continentale, contro la Premier League, la Bundesliga e la Liga. Naturalmente non si tratterebbe di un passaggio facile, perché costruire uno stadio nuovo di zecca comporta una spesa dai 100 ai 200 milioni di euro. Ma l’esempio positivo della Juventus, unito a quello che si vede soprattutto fuori dall’Italia, invita quantomeno alla fiducia. Da tifosi, è un invito che accogliamo volentieri.