Roma, Spalletti in conferenza: “La Fiorentina sta molto bene. Perotti non ci sarà”
Alla vigilia del match con la Fiorentina, Luciano Spalletti è intervenuto in conferenza stampa. Ecco le parole del tecnico della Roma:
“Jesus rientra in gruppo, Perotti lavoro individuale: si valutano le risposte, domani non ci sarà. Florenzi prosegue il percorso riabilitativo. Vermaelen ha questo problema alla mano per un trauma contusivo in allenamento. Essendo alla mano qualche rischio c’è. Per il resto tutti a disposizione”.
Roma diverse rispetto all’andata?
“In quella gara ci sono stati episodi che potevamo usare meglio, è quello a cui dobbiamo fare più attenzione. Dare più importanza a ciò che dipende da noi. La squadra per certi versi è maturata, è cresciuta. Ha nelle possibilità ancora dei miglioramenti. Noi dobbiamo essere bravi a metterci qualcosa di più sotto l’aspetto della velocità del gioco offensivo. Come quadratura e consistenza mantenere quello che abbiamo fatto nelle ultime partite. La mia squadra non sta attraversando un brutto momento, non ci sono state prestazioni eccezionali ma stiamo abbastanza bene”.
La Fiorentina?
“Hanno passato un momento di difficoltà come è successo a tanti, però ora sta molto bene. Sono stati bravi a riorganizzarsi, hanno ritrovato la condizione di qualche calciatore forte. Ora sono una squadra forte. Hanno fatto risultati nelle ultime partite, hanno fatto prestazione. Sarà una gara difficile ed equilibrata”.
Perché lo stadio della Roma sarebbe un’opportunità per il calcio italiano?
“Prima di tutto sono intervenuto perché lo penso e penso sia giusto così. Sicuramente per quello che si è visto in giro per il mondo, ci sono sempre positivi sull’economia delle città che si possono abbinare a questi progetti. Sentivo la mia società, i miei direttori, dei soldi che sono già stati investiti in questo progetto. Mi sembra tutto un po’ strano. Spero che la politica non c’entri niente perché si tratta di possibilità d’investimento per il nostro paese. Quando vado a Londra vedo la Premier, ci sono 10 stadi, ci sono investitori arabi, americani, russi. La bellezza del paese o della città è stata determinata anche da questi investitori. Capisco che bisogna andare a spendere in un momento difficile, ma se lo pagano è chiaro che ci vogliono regole che vanno rispettate, ma non mandiamo un messaggio che invece di essere un’opportunità diventa una minaccia da cui dobbiamo difenderci. Dall’esterno sembra anche questo. È giusto che se ne parli in maniera corretta per quelle che sono le regole, però poi bisogna trovare una soluzione perché è giusto così. Anche quando vado nei paesi con meno potenzialità, io trovo stadi più adeguati dei nostri. Mi è sembrato di non essere il solo a pensarla così, anche qualcun altro la pensa come noi. Queste persone vanno ascoltate. Bisogna trovare attraverso un confronto professionale quelle che sono le soluzioni per mettere d’accordo tutti”.
Lotta scudetto chiusa? Il Napoli?
“Noi dobbiamo rimanere attaccati a tutto ciò che è possibile. La Juve sta correndo forte, però è lì, è copiando loro che bisogna trovare stimoli per fare meglio. Dobbiamo continuare a credere che sia possibile ancora tutto. Il Napoli lo sapevamo, sono tutte e due squadre che ci impongono di provare a vincere sempre. Sono costruite bene, sono anni che si lavoro dietro a questi progetti che vengono poi esercitati i ruoli nella maniera corretta. Il Napoli ha fatto vedere che calcio vuole fare, va a chiedere giocatori per quel calcio lì, il presidente e la città sono ambiziosi. La Juve è avanti sotto tutti gli aspetti, è l’unica con lo stadio. Anche a Napoli sento parlare di stadio ed è corretto così. Sono due squadre forti. Essere in loro compagnia vuol dire essere una squadra forte”.
Ancora sullo stadio e sul problema barriere:
“No, io non sento nessuna necessità. Sento la necessità di fare bene il mio ruolo. La squadra ha evidenziato di fare un buon calcio, ha fatto vedere di essere una squadra che usava tutte le qualità che aveva, è riuscita anche a vincere delle partite. In altri momenti devo fare meglio il mio lavoro. Abbiamo dirigenti e una società forte. Lo stadio? Vogliono dare un futuro importante a questa città. Possono benissimo ricoprire quel ruolo da soli. Se si parla di barriere, e per questo faccio uso di un dialogo con il Ministro Lotti. Queste cose non si fanno per amicizia ma per professionalità. L’amicizia rende più agevole il confronto, ma ci vogliono dei perché validi. Non si va a fare le cose perché uno è amico dell’altro. Dobbiamo sicuramente essere più responsabili come comportamento, mi sembra di esserci stato attento. Allo stadio devono venire le famiglie e i bambini. È capitato di invitare gente in questa realtà e dicono: questo è il sogno che vorrebbero vivere migliaia di bambini a casa. C’è bisogno, come si vede dalle altre parti, di divertirsi allo stadio, perché è la volontà di queste persone. Quelli che vengono e usano lo stadio per far casino, devono stare a casa. Non devono assolutamente far parte del mondo calcio. Dobbiamo prenderci delle responsabilità, però qualsiasi tipo di barriera non è mai sintomo di libertà, non è finalizzata allo stare insieme e al confronto civile, al dover qualche volta accettare quello che dice quello vicino. Se no si rischia di fare tanti piccoli recinti. Bisogna comportarsi bene: se ognuno deve stare al suo posto, deve farlo. Regole, adeguamento alle regole, civilità, libertà e giusti comportamenti”.
Su Gerson e Grenier:
“Mandare Gerson in Primavera è stata una mia scelta, ma non vedo niente di strano. Se non avessimo giocato di martedì, non sarebbe andato. Non c’è nessuna punizione, altrimenti non avrebbe fatto il capitano. Hanno bisogno tutti e due di giocare. Abbiamo deciso di mandarlo a giocare perché c’era la possibilità di farlo. Vediamo a che punto è nella realtà. Quando giochi spesso non fai allenamenti per tutti, non lo vedi nel contesto di squadra. È più difficile analizzare lo stato di forma. Il fatto che sia stato mandato lì perché l’abbiamo punito è una cazzata”.
Su Badelj e Borja Valero alla Roma:
“Dal mio punto di vista di allenatore, è giusto andare sulle cose importanti che danno vantaggio a noi. Io sono contento dei calciatori che ho, non ho rimorsi sulle richieste fatte alla società. Loro sono due calciatori forti, ma io ne ho due altrettanto forti in quel ruolo. Nel mercato abbiamo fatto anche altri nomi. Borja Valero è un giocatore che vogliono tutti, dove lo metti sta, anche nel Barcellona o nel Bayern. Siamo dovuti andare su altre scelte che sono ugualmente importanti per quello che riguarda la nostra realtà. Loro sono forti, non hanno solo questi calciatori. Hanno giovani di prospettiva, hanno un gioco, hanno una società forte. Altrettanto noi. Sarà un confronto bello, di alto livello. Noi siamo contenti dei giocatori che abbiamo. Se un mio calciatore viene e legge che avrei voluto Borja, è un limitare la possibilità o le qualità di un mio calciatore che invece sono di pari livello”.
Qualcuno nello spogliatoio le ha chiesto di firmare il contratto?
“No, non penso gli interessi molti. Quello che è detto è stato chiaro: i contratti bisogna meritarli con i risultati. Ci sono scadenze e priorità per i ruoli che si hanno, ognuno va a farle valere, ma si arriva fino in fondo così. Questa cosa rimane così”.
Giocatori possono essere distratti dallo stadio e dalle barriere? Se la Raggi ti invitasse a parlare dallo stadio ci andresti?
“No, i giocatori venendo a far parte della Roma, essendo Roma, essendo una città che ha degli eco facili per come è confermata, devono essere pronti ad assorbire anche qualcosa di diverso. Per l’importanze del club, per la passione dei tifosi, per tutto ciò che riguarda il mobimento Roma. Per noi è una partita fondamentale e loro lo sanno. Se c’è la possibilità di dare un contributo di dare un futuro, bisogna fare anche questo. Bisogna impegnarsi per la crescita e lo sviluppo. Però diventa fondamentale questa partita qui, i giocatori lo sanno. Io non ho i titoli per andare a parlare con nessuno. Io dico una cosa che sento e diventa giusta se partecipano questo numero di persone. A parlare con la Raggi ci deve andare il presidente e il dg, quelli competenti per questo confronto. Io, come ho detto prima, devo fare meglio il mio lavoro, perché lo posso fare ancora meglio”.
Come sta la squadra fisicamente?
“Non sono preoccupato. Quelli del Cesena andavano fortissimi. Quando ho visto scattare Rodriguez e tenere botta a Manolas e Ruediger… vanno forti anche loro. Quando li ho visti col Sassuolo è stato uguale. In Inghilterra succede spesso che grandi club vanno fuori dalle coppe contro squadre piccole. Siamo stati bravi a reggere il primo tempo, nel secondo ci siamo meritati la vittoria. Probabilmente si meritavano i supplementari, ma la Roma nel secondo tempo è migliorata, è cresciuta, ha fatto vedere di saper cambiare alcune cose per mettere a posto a partita in corso quello che non andava bene all’inizio. È per questo che è giusto che abbiamo avuto accesso alla semifinale”.
Un campo usurato causa rugby potrebbe modificare il gioco?
“Sappiamo della completa disponibilità del Coni per riuscire a sistemare, e lo hanno anche fatto. Hanno sostituito le zolle di una porta per renderlo migliore in quei posto dove era stato pasticciato di più. Anche questa sarebbe una tutela da fare. Bisogna tutelare lo spettacolo se c’è tutta questa passione. Bisogna tutelare lo spettacolo che gli si offre. Abbiamo la massima disponibilità nel riuscire a sistemare. Questa addizione di eventi non aiuta. Ci si è messo un po’ anche il tempo, piove e non sarà un buon campo. Sotto l’aspetto della goduria del confronto, sono convinto che sarà godibile lo stesso perché sono due squadre forti. Troveranno strade diverse per farsi apprezzare”.
Lei dice che i contratti sono legati i risultati. Quali sono i risultati?
“Quella che è la via di mezzo la valuteremo come sempre si è detto se ci saranno gli elementi. Se si arriva secondi, se si creano presupposti di crescita. Oppure vincere, vincere vuol dire vincere, vuol dire arrivare primi in qualche competizione. Si arriva in fondo e si valuta tutto. Se io sono contento di lei, se lei è contenta di me, e si tirano le somme”.
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