Inter, il futuro in panchina: Simeone serve davvero?

È il tormentone in casa Inter ormai da due anni a questa parte. Una soap opera che il pubblico si aspetta che termini con lo scontatissimo matrimonio fra i due protagonisti. Diego Pablo Simeone sarà il prossimo allenatore dei nerazzurri? Mille indizi lasciano intendere di sì: innumerevoli e schiette dichiarazioni dello stesso allenatore argentino, l’endorsement di figli e parenti e ovviamente anche l’indubbia stima della dirigenza di Via Vittorio Emanuele. Lo sbarco di Simeone a Milano porterebbe entusiasmo fra i tifosi e sarebbe un bel biglietto da visita per l’ambiziosa nuova proprietà cinese. Verrebbe da dire già: auguri e figli maschi (pardon per il sessismo d’antan).

Il problema è però che nessuno dei due promessi sposi è al momento davvero libero. Occorrerebbe uno strappo clamoroso perché Simeone lasci la guida dell’Atletico Madrid, club col quale ha ancora due anni di contratto. E, vista la felicità del legame tra le due parti, difficilmente potremo immaginarci un addio anticipato. D’altra parte, l’Inter non smette mai di flirtare con l’argentino ma non sa come mollare l’attuale fidanzata. Anche perché questa non è solo casta e virtuosa, ma anche bella. Infatti Stefano Pioli sta conducendo la squadra al miglior periodo dai tempi di José Mourinho. Non solo tante vittorie (addirittura 7 di fila nelle ultime giornate) ma anche gioco, entusiasmo, motivazione. Tanto che al compagno fedifrago viene da chiedere: ma cosa ci trovi in quell’altra?

La domanda che i tifosi, prima che i dirigenti, dovrebbero porsi è infatti: siete proprio sicuri che Simeone possa far meglio di Pioli? Certo, quello che il tecnico ex-Catania ha fatto in Spagna ha dello straordinario: una Liga vinta nel 2014 e due finali di Champions League (2014 e 2016). Ma non si possono porre sullo stesso piano due realtà calcistiche tanto diverse tra loro: un conto è gestire una squadra come l’Atletico, un’outsider di successo che non parte per vincere tutto e non è contestata se non vince niente; un altro è prendere in mano una nobile decaduta come l’Inter, riportarla ai livelli di un tempo e farla competere sempre per vincere tutto. Con tutto il rispetto, Simeone non ha mai guidato una Ferrari. Potrebbe rivelarsi come il miglior pilota del mondo, ma non ne abbiamo la controprova. Abbiamo soprattutto il rischio di perdere un pilota come Pioli, che invece ha dimostrato di essere più che affidabile. Chi correrebbe un rischio simile? Ma soprattutto: c’è davvero tanto bisogno di rischiare?