Figc, Abodi sfida Tavecchio: sarà rivoluzione?
Il numero uno della Lega B alla guida del calcio italiano? A quanto pare, un testacoda assolutamente possibile: salvo ripensamenti dell’ultima ora, Andrea Abodi dovrebbe essere l’avversario di Carlo Tavecchio alle prossime elezioni per la presidenza della Figc. È lo stesso interessato ad annunciarlo nella giornata di venerdì, con una dichiarazione in perfetto politichese: “La mia candidatura? Non è da escludere. È evidente che è un pensiero lo sto facendo perché qualcosa è uscito e sarebbe ipocrita nasconderlo“. D’altra parte, Tavecchio non molla, rivendica il “buon lavoro fin qui svolto” e annuncia battaglia. Da quale parte penderà l’ago della bilancia? Ma soprattutto: chi è questo homo novus che potrebbe sedere sulla poltrona più importante del nostro calcio?
In realtà, tanto nuovo non è. Presidente della Lega B dalla sua fondazione nel 2010, il 56enne Abodi già nel 2013 ha provato il salto di categoria candidandosi alla guida della Serie A. Perse le elezioni contro Maurizio Beretta, ha così consolidato il suo feudo nella serie cadetta. La sua precedente esperienza nel ramo dell’organizzazione di eventi sportivi gli dà la sensibilità giusta per introdurre nel nostro calcio elementi di novità ispirate ai campionati stranieri. Soprattutto a quello inglese: ecco quindi la sponsorizzazione del torneo già nel titolo (un noto marchio di telefonia) e turni giocati nei giorni di festa. Accorgimenti che fanno storcere il naso ai puristi ma che al tempo stesso portano risultati: la Serie B cresce in attenzione e ascolti. A merito (solo parziale, ovviamente) di Abodi va anche il fatto di presiedere una competizione che ogni anno si rivela estremamente competitiva e incerta: quasi impossibile, prevedere chi vincerà il campionato o chi conquisterà la promozione nella massima serie. Per alcuni, un elemento di auspicio per una futura Serie A in cui ci emozioneremo di più.
Una Serie A che tra l’altro sarebbe anche molto friendly nei confronti delle “piccole“. Abodi è stato anche il principale ostacolo di Tavecchio per la riforma del campionato di Serie A, opponendosi alla riduzione delle squadre partecipanti. Un cambiamento che noi riteniamo necessario per migliorare il livello del nostro calcio, ma che (dal suo punto di vista, giustamente) mezza lega maggiore e tutta la cadetta non vedono di buon occhio. Difficile quindi attenderci una svolta in tal senso. Ben venga Abodi con le sue idee, ma ancora attendiamo Godot.