Lazio, alla scoperta di Jonathan Cafù

Un nuovo “Cafù” potrebbe arrivare a Roma durante il calciomercato invernale. Il nome rievoca brutti ricordi per i tifosi biancocelesti, abituati a vedere il Pendolino correre su e giù per la fascia con la maglia degli odiati rivali giallorossi: questa volta però il protagonista della trattativa, Jonathan Renato Barbosa “Cafù”, potrebbe a breve vestire la maglia della Lazio. Domanda e offerta si avvicinano sempre più: otto i milioni richiesti dal Ludogorets, con il direttore sportivo Tare arrivato ad offrirne sei per portare il giocatore nella Capitale. Un rinforzo importante per Simone Inzaghi per far rifiatare Keita Balde e, chissà, per sostituirlo in caso di partenza dell’esterno senegalese nella prossima sessione di mercato. Vediamo nel dettaglio le caratteristiche tecniche dell’attaccante brasiliano.

Nato il 10 luglio 1991 a Piracicaba, Jonathan Cafù veste in patria le maglie (tra le altre) di Ponte Preta e Sao Paulo, dove viene notato dagli osservatori del Ludogorets e portato in Bulgaria nel luglio del 2015 per una cifra vicina ai due milioni di euro. A Razgrad trova una folta colonia brasiliana (ben sette elementi della rosa) e riesce ad inserirsi alla perfezione, conquistando il titolo di Campione di Bulgaria nel 2015/2016. Quest’anno il Ludogorets guida ancora la classifica, con l’attaccante brasiliano assoluto protagonista: sette reti e due assist in diciannove presenze rappresentano infatti un ottimo bottino per un giocatore, che, sulla carta, non viene schierato come attaccante centrale. La consacrazione arriva però anche attraverso le prestazioni in Europa: due goal nelle sei partite di qualificazione ai gironi di Champions League permettono al club bulgaro di accedere alla fase principale della massima competizione europea. Nonostante il sei a zero rimediato in casa dell’Arsenal, grazie all’insperato pareggio ottenuto all’ultima giornata in trasferta contro il PSG, il Ludogorets è riuscito anche ad ottenere il terzo posto nel girone ai danni del Basilea, ottenendo la qualificazione ai sedicesimi di Europa League. Cafù ha contribuito alla causa con due reti e altrettanti assist, dimostrando così di poter essere un giocatore importante anche a livello europeo (il campionato bulgaro, si sa, non è la vetrina ideale per mettersi in mostra visto il livello medio delle squadre).

Il ruolo naturale del venticinquenne brasiliano sarebbe quello di esterno destro in un 4-3-3 o in un 4-2-3-1, anche se è capace di spaziare lungo tutto il fronte d’attacco. in diversi match di Champions League Georgi Dermendzhiev (allenatore del Ludogorets) ha infatti scelto di schierarlo come prima punta per sfruttare al meglio la sua velocità. Le sue caratteristiche migliori sono infatti la velocità e il dribbling con cui riesce a creare spesso superiorità numerica. Buona anche la capacità di fornire assist a compagni. Il suo metro e settantatre di altezza gli impedisce di essere particolarmente efficace nei duelli aerei, considerata anche la corporatura esile: meglio puntare sull’agilità che sul corpo a corpo per superare il diretto avversario. Da migliorare anche la finalizzazione: non sempre davanti al portiere riesce a concretizzare le occasioni create. Un giocatore con ampi margini di miglioramento, ma che potrebbe mostrare qualche difficoltà iniziale nell’adattamento ad un calcio fisico e tattico come quello italiano, in cui difficilmente troverà gli ampi spazi che gli sono stati finora concessi. Una scommessa che la Lazio sembra intenzionata a portare a termine.

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