Roma, Balanta è il sostituto ideale di Manolas?
Le voci di mercato intorno al nome di Kostas Manolas impongono alla dirigenza giallorossa di sondare il mercato alla ricerca di un possibile sostituto. Per l’ennesima volta la Roma potrebbe essere costretta a cedere il suo difensore centrale, dopo i casi Benatia e Marquinhos: troppi i 50 milioni offerti dal Manchester United per non pensare di lasciare andare il centrale greco, arrivato a Roma nel 2013. Un vecchio obiettivo torna dunque di moda: Eder Balanta, difensore colombiano classe 1993, passato la scorsa estate al Basilea. Una destinazione atipica per un giocatore seguito in passato dai grandi club italiani, Milan e Inter su tutte.
Non chiamatemi Eder Balanta
“Il mio nome è Éder Fabián Álvarez Balanta. Sui mezzi di comunicazione argentini mi chiamano Eder Balanta e non è così come deve dirsi. In Colombia mi chiamano Éder Álvarez o Álvarez Balanta”: queste le sue prime dichiarazioni dopo l’esordio da titolare con la maglia del River Plate. Il ragazzo dimostra senza dubbio personalità nel difendere le sue origini. Nato a Bogotà il 28 febbraio 1993, il colombiano si è formato calcisticamente nelle giovanili dell’Academia Compensar prima di provare il grande salto in Argentina nel 2012 facendo un provino con i Millonaros. Aggregato in prima squadra, il debutto arrivò sotto la gestione di mister Ramon Diaz, complice una lunga serie di infortuni nel reparto difensivo: da lì in poi nessuno è più riuscito a strappargli la maglia da titolare, per un totale di 82 presenze. L’interesse delle grandi del calcio italiano risale al 2014, con Roma, Inter, Milan e Fiorentina interessate al giocatore per un’operazione da circa 10 milioni di euro. Il difensore colombiano sceglie però di rimanere in Argentina, decidendo solo la scorsa estate di provare l’esperienza europea con la maglia del Basilea in cui è titolare indiscusso.
Balanta, El Coyote
Gli argentini, si sa, hanno un certo talento e una smisurata fantasia nel dare i soprannomi ai calciatori. Il giovane difensore si è guadagnato l’appellativo di Coyote proprio in virtù della sua grande velocità e forza fisica. Alto un metro e ottantuno, il baricentro basso gli permette di essere esplosivo nello scatto, con possibilità di recuperare molti metri agli attaccanti avversari. Nasce in origine come terzino sinistro ed è possibile scorgere qualche reminescenza del suo passato da laterale anche nella nuova posizione di centrale difensivo, vista la sua propensione alle discese palla al piede. Scorribande permesse in Argentina, ma che potrebbero causargli qualche problema di adattamento al calcio italiano: il colombiano perde infatti spesso la posizione, forse troppo attratto dalla palla, lasciando un vuoto in difesa che in Serie A difficilmente viene perdonato. Ottimo senso dell’anticipo, dimostra anche una buona capacità aerea nonostante qualche centimetro in meno rispetto ai suoi colleghi di ruolo. La tecnica di base è buona, ma la capacità di trasmissione della palla è ancora da migliorare, preferendo dunque appoggiare lateralmente per i terzini. Un difensore da svezzare, paragonato più volte a Giorgio Chiellini proprio per la sua straripante forza fisica.
La Roma, nel valutare il giocatore, deve dunque chiedersi se si può permettere di aspettare la definitiva maturazione di un ragazzo di indubbio talento oppure se virare su profili diversi ma pronti a dare da subito un contributo concreto alla causa giallorossa.
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