Juventus, Caldara il futuro della retroguardia bianconera
Dal nerazzurro al bianconero: questo il futuro di Mattia Caldara, annunciato ieri come nuovo acquisto della Juventus. Di certo il salto è più facile se il nerazzurro di cui si parla non è quello degli odiati rivali dell’Inter, bensì quello dell’Atalanta: un approdo naturale per un giovane che ha sempre scelto Giorgio Chiellini come uno dei suoi idoli. Al punto da imbarazzarsi, dopo il match contro la Vecchia Signora, nel chiedergli la maglia a fine partita. Avrà modo di recuperare, ma solo a partire dal 2018: contestualmente all’acquisto per 15 milioni di euro (più eventuali altri sei di bonus) è stato infatti annunciato che il difensore rimarrà a Bergamo fino a giugno dell’anno prossimo, in un’estate che si preannuncia di rivoluzione in casa Juventus visti i probabili addii di due colonne come Andrea Barzagli e Gigi Buffon. Il presente rimane dunque Bergamo e quel Gian Piero Gasperini che lo ha lanciato nel calcio dei grandi.
Il ruolo di difensore centrale in una difesa a tre è senza dubbio fondamentale. A lui spetta il compito di dirigere l’intera linea difensiva, oltre ad essere delegato alla prima costruzione del gioco dal basso. Senza dimenticare poi le doti di lettura necessarie per anticipare le linee di passaggio per gli attaccanti. Queste le doti messe in mostra da Mattia Caldara in questa prima metà di stagione e che hanno convinto la Juventus a puntare forte su di lui, facendone il quinto difensore più pagato nella storia della società bianconera ( se si considera il costo globale dell’operazione da 25 milioni di euro). La capacità di posizionamento rimane una delle doti migliori del difensore classe 1994, riuscendo sempre a farsi trovare al posto giusto nel momento giusto. La sua stazza fisica (1,87 m x 80 kg) gli permette di essere un abile nel gioco aereo e, allo stesso tempo, capace di potenti scatti per rincorrere gli avversari. Da migliorare la visione di gioco e il lancio lungo, benchè la precisione dei suoi passaggi in questo campionato si attesti su livelli ottimi (81% di passaggi realizzati). Con tre reti messe a segno finora dimostra anche una buona confidenza in zona goal.
La sua storia racconta di un’esplosione improvvisa, ma non inaspettata. Già nei due anni trascorsi in Serie B (prima al Trapani poi al Cesena) il giovane centrale aveva mostrato ottime doti, tanto da convincere l’Atalanta a puntare definitivamente su di lui aggregandolo alla prima squadra. La macchina perfetta costruita da Gasperini ha poi fatto il resto, esaltando le doti di ogni giocatore a sua disposizione. L’ambiente bergamasco sembra ideale per continuare a crescere, senza accelerare il salto in una grande squadra. Con Daniele Rugani già in rosa, lo spazio per lui alla Juventus sarebbe stato minimo: meglio programmare per il futuro e preparare sin da ora la possibile nuova coppia difensiva del futuro bianconero e, chissà, anche della Nazionale italiana.
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