Juventus, 100 milioni di motivi per (non) cedere Dybala

Cosa si potrebbe comprare nel mondo reale con 100 milioni di euro a disposizione? Tante, troppe cose. Per restare in ambito calcistico, si potrebbe acquistare il Palermo di Maurizio Zamparini, che recentemente ha dichiarato di essere in trattativa per la cessione della società per una cifra simile. Oppure acquistare Gareth Bale e Paul Pogba e tenerli nel proprio salotto (senza potergli però poi pagare l’ingaggio milionario): per il secondo non sarebbero neanche sufficienti. Questi, fino a oggi, gli unici due acquisti a toccare (e superare) la cifra tonda: ci si è avvicinato Gonzalo Higuain e la sua clausola rescissoria, senza però entrare a far parte del club dei “centenari”. Cifre da nuovo mercato. Per questo non stupisce l’offerta che, secondo i media spagnoli, il Real Madrid avrebbe recapitato alla Juventus per Paulo Dybala. 105 (CENTOCINQUE) milioni di euro, con il club bianconero pronto a rilanciare per averne almeno 150 (CENTOCINQUANTA): un’offerta quantomeno da considerare, considerando anche la possibile plusvalenza per le casse della società. L’argentino è infatti arrivato a Torino un anno e mezzo fa per una cifra vicina ai 35 milioni di euro: le sue prestazioni hanno letteralmente raddoppiato il prezzo del suo cartellino. In passato, quando una società richiedeva 100 milioni di euro per un proprio calciatore, il significato era chiaro: il giocatore non è sul mercato. Adesso, di fronte ad una tale richiesta, il rischio è che l’acquirente stacchi subito l’assegno senza nemmeno trattare. Il rinnovo, con conseguente adeguamento dell’ingaggio, tarda ad arrivare, alimentando così le voci sul futuro della Joya. Curioso che proprio la Juventus potrebbe stabilire il nuovo record per una cifra incassata dalla cessione di un calciatore, il tutto nel giro di un anno. O forse non si tratta solo di una casualità.

La storia ci insegna che da grandi cessioni derivano grandi responsabilità. Il Tottenham post Gareth Bale preferì investire i soldi incassati in tutti i ruoli, nel tentativo di rinforzare ed allungare la rosa: arrivarono così a Londra Erkisen, Lamela, Chadli, Paulinho, Chiriches, Soldado e Capoue. Tra questi però solo i primi due vestono ancora la maglia degli Spurs: il trequartista danese e l’ala argentina sono con il tempo diventati dei campioni, mentre gli altri non hanno lasciato una traccia significativa nel club londinese. Oltretutto i risultati di squadra peggiorarono, portando la squadra al sesto posto al termine della stagione (rispetto al quinto posto ottenuto con il fuoriclasse gallese in campo). La Juventus, questa estate, ha deciso invece di puntare con decisione su un unico acquisto, strappato tra l’altro agli odiati rivali del Napoli: Gonzalo Higuain ha finora messo a segno reti decisive che permettono ai bianconeri di guardare tutti dall’alto in classifica. Eppure in molti rimpiangono Paul Pogba e il suo contributo al centrocampo bianconero, anche a causa del rendimento altalenante di quello che, nelle intenzioni, doveva essere il suo sostituto naturale (stiamo parlando ovviamente di Pjanic). Il centrocampo di Massimiliano Allegri si è progressivamente indebolito con le cessioni di Vidal, Pirlo e, per ultimo, del giovane fuoriclasse francese: difficile ricostruire quando mancano così tanti pilastri. I risultati sul campo arrivano comunque: il divario con le avversarie in Italia rimane incolmabile. Ma la qualità del gioco ne ha fin troppo risentito, soprattutto in campo europeo.

Già, l’Europa. La Champions League, l’ossessione per il club che detiene il poco invidiato record di finali perse. Proprio per puntare definitivamente alla coppa dalle grandi orecchie, la Juventus dovrebbe respingere gli assalti dei Blancos per Paulo Dybala, facendone più una questione di principio che tecnica. Entrare nel novero delle grandi potenze europee significa saper resistere e saper trattenere i propri fuoriclasse. Quando il Barcellona tentò di prelevare Thiago Silva dal Paris Saint Germain, lo sceicco Al Khelaifi “minacciò” il club catalano dichiarando che avrebbe pagato la clausola rescissoria di Lionel Messi da 250 milioni di euro. La forza economica del club parigino è nota a tutti, e non è forse raggiungibile dalla società bianconera. Eppure alla Vecchia Signora manca proprio questo step per essere al livello delle grandissime d’Europa: rappresentare il punto di arrivo di una carriera e non il trampolino di lancio per approdare al Bayern Monaco o al Barcellona, anche solo per motivo economici. Il “no” al Real Madrid dovrebbe essere una dimostrazione di forza della società capitanata di Andrea Agnelli per dimostrare l’intenzione di trattenere tutti i suoi top player e puntare definitivamente al trono d’Europa.

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