Fiorentina, pronto il Prandelli-bis. E’ lui l’uomo giusto per la rinascita viola?
L’anno scorso, in questo periodo dell’anno, nessuno si sarebbe mai aspettato una tale fine fra Paulo Sousa e la Fiorentina. A quel tempo i viola volavano in cima alla classifica mostrando probabilmente il gioco più bello d’Italia. Adesso tuttavia, dopo solo 365 giorni, gli animi sono completamente cambiati, con la viola che non riesce più ad essere decisiva e continua, autrice di grandi partite (la vittoria contro la Roma, ma anche il pareggio contro il Napoli) e gravi disfatte. Il portoghese non dovrebbe avere la panchina a rischio per il proseguo del campionato, ma una sua partenza a giugno è quasi scontato, tanto che la dirigenza toscana pare stia già sondando il terreno per un suo successore: Di Francesco, Sarri, Maran, Oddo, Mazzarri e adesso, anche Cesare Prandelli. L’ex tecnico proprio della squadra viola (con cui ha guadagnato storiche promozioni in Champions League) ha appena lasciato il Valencia e, in un’intervista a Sky Sport in cui ha parlato del ritorno in dirigenza della bandiera Antognoni, ha voluto esprimere la sua: “Quando si dice Firenze, specie in questo momento, non posso esimermi dal fare gli auguri ad Antognoni. Se è tornato lui ci può essere spazio anche per altri. Ciò non vuol dire che un domani mi vorrò candidare. Ma la Fiorentina rimane sempre la mia squadra del cuore”. E’ la Fiorentina che dovrebbe fare?
PERCHE’ SI – Semplicemente perché chiunque si ricordi della Fiorentina di Prandelli (risparmiando quella dell’ultimo anno, in cui però gli animi erano già non proprio distesi e in cui si era percepita la fine di un ciclo) saprà ricordare una squadra brillante, cinica, che sapeva sfruttare le sue forze e coprire meravigliosamente i difetti, capace di grandi imprese (anche europee) e di far sembrare giocatori normalissimi come devi veri fenomeni (Gamberini e Dainelli in difesa ce li ricordiamo?). Il tecnico ama questa città e non sempre la chiusura di un ciclo significhi l’impossibilità di riaprirne un altro (guardiamo la Roma con Spalletti, una situazione molto simile). Il tecnico conosce l’ambiente e conosce il calcio italiano, ha avuto diverse esperienza che lo avranno sicuramente migliorato, come l’esperienza con la nazionale (che, a parte il Mondiale, è stata più che positiva) e quelle in Turchia e in Spagna (seppur brevi). Inoltre potrebbe tornare a lavorare con Pantaleo Corvino, con cui ha già lavorato durante la sua prima esperienza a Firenze, e anche con Antognoni, grande amico.
PERCHE’ NO – I dubbi sono tuttavia tanti, a partire dal rapporto con la dirigenza. Nel 2010, quando Prandelli lasciò la Fiorentina, la relazione con Andrea della Valle era tutt’altro che serena, con i due che si lasciarono non proprio nel migliore dei modi. Un ricongiungimento forzato, per accontentare e calmare i tifosi, potrebbe portare solo ad un harakiri capace di rovinare il lavoro fatto in questi anni. Lo stesso Prandelli, dopo il mondiale perso, sembra aver perso una certa cattiveria ed originalità nella sua proposizione di gioco. Aldilà del poco tempo avuto sia con il Galatasaray che con il Valencia, il tecnico sembra essere “stanco” ed una nuova, impegnativa, avventura, potrebbe non fare bene ad entrambe le parti. Anche dal punto di vista caratteriale l’ex commissario tecnico della nazionale non sembra essere il trascinatore giusto per questa Fiorentina: i tifosi sono ai ferri corti con la società, rea di non spendere al pari delle altre squadre, e per questo servirebbe un tecnico forte, autorevole, capace di fare non solo l’allenatore, ma anche un vero e proprio manager, che sappia quindi ricucire il rapporto fra le parti e trascinare tutti verso un fine preciso: riportare la Fiorentina ad alti livelli. Un po’ quello che sembrava essere Sousa l’anno scorso, che però è durato poco.
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