Roma, Jesé è il rinforzo giusto?
A meno di una settimana dalla trasferta che vedrà la Roma impegnata al Marassi contro il Genoa, i giallorossi continuano a cercare un sostituto per riempire la casella lasciata vuota da Mohamed Salah. La Coppa d’Africa impegnerà l’egiziano per almeno un mese, salvo il caso in cui la sua Nazionale riesca a passare il primo turno. In quel caso l’impegno potrebbe protrarsi fino al 5 febbraio, data in cui si disputerà la finale.
Raffreddatasi la pista Borini la Roma sembra puntare su Jesé, esterno sinistro del Paris Saint Germain che arriverebbe tramite prestito oneroso a 3 milioni con diritto di riscatto a 22. Una trattativa che sembra priva di ostacoli visto lo scarso utilizzo dello spagnolo da parte del PSG. Tuttavia il classe ’93 era e continua ad essere un oggetto misterioso. Cresciuto nel Real Madrid sembrava destinato ad una carriera da predestinato, tanto che molti vedevano in lui il nuovo Cristiano Ronaldo: molto veloce e tecnico ma in grado anche di tornare in difesa per aiutare in fase di non possesso. Poi complice un infortunio al crociato è stato accantonato dai Blancos, che hanno finito per cederlo questa estate ai francesi per 25 milioni. Ma anche in Ligue 1 finora non ha trovato la sua dimensione. Solo 9 presenze ed un goal da settembre ad oggi. Numeri non da top player, quale Jesè ambisce ad essere.
I pro
Un suo arrivo a Trigoria darebbe di certo grandi motivazioni al giocatore, che avrebbe a disposizione una piazza importante per rilanciare la sua carriera. Il punto è se alla Roma può essere utile. Di sicuro il suo impiego sarebbe determinato oltre che dalle prestazioni, soprattutto dal periodo di assenza di Salah. E quest’ultimo non coincide per forza con l’uscita dell’Egitto dalla competizione. Infatti la Coppa d’Africa è un torneo che lascia il segno, anche fisicamente, nei giocatori. E la Roma lo sa bene. I giallorossi che hanno partecipato a questa manifestazione (uno su tutti Gervinho) sono sempre tornati malconci. La precarietà del ruolo da ricoprire rende Jesè uno dei più adatti. Difficilmente un giocatore affermato accetta di fare da “tappabuchi”. Lo spagnolo in questo momento non ha niente da perdere e tutto da dimostrare. Un buon biglietto da visita.
I contro
Al contrario di Borini, già noto da queste parti, lo spagnolo rappresenta una vera e propria scommessa. Anche se ha un curriculum di tutto rispetto, dal momento che a soli 23 anni ha vinto tutto sia con il Real che con la nazionale minore iberica, i numeri non convincono affatto e per certi versi dà l’impressione di essere quello che in gergo si dice un’eterna promessa. È un giocatore non abituato ad avere sulle spalle il peso di una maglia da titolare, e i tifosi romanisti sono molto passionali, con tutti i vantaggi e gli svantaggi del caso. Nella Capitale è molto facile entrare nel cuore dei tifosi, ma lo è altrettanto diventare il capro espiatorio di tutti i mali della squadra.
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