Fiorentina, Bernardeschi da 10 in pagella

Due gol e un assist non saranno bastati per mandare al tappeto il Napoli, ma di certo hanno lasciato di stucco tutti gli addetti ai lavori e gli appassionati: Federico Bernardeschi è davvero l’uomo in più della Fiorentina edizione 2016/2017. Una crescita che potrebbe portarlo dalla maglia numero 10 viola a vestire la 10 della Nazionale Italiana. In questo momento il giovane fantasista ha pochi rivali in Italia dal punto di vista della qualità, ma questo era già noto a molti. Ciò che gli si rimproverava, prima dell’inizio della stagione, era la poca concretezza sotto porta: le sole tre reti realizzate nei primi due anni in Serie A (il primo peraltro condizionato da un grave infortunio) portavano a pensare ad un giocatore tecnico ma forse un po’ troppo innamorato del suo dribbling, con poca cattiveria per puntare la porta. In molti però non consideravano la posizione ricoperta in campo nel 3-4-2-1 di Paulo Sousa. Bernardeschi veniva spesso schierato come quarto centrocampista e costretto dunque a presidiare l’intera fascia destra, allargando il suo raggio d’azione con poche possibilità di convergere verso il centro. Una posizione insolita per un trequartista (o seconda punta), chiamato ad un ruolo di sacrificio. La crisi di gioco e di risultati che la Fiorentina ha dovuto affrontare ad inizio stagione ha portato il tecnico portoghese a modificare lo schieramento tattico, riportando il giovane classe 1994 in una posizione a lui più consona, in appoggio alla prima punta, ed i risultati si sono subito visti. Nove gol realizzati finora: senza Borja Valero (ai box per infortunio) adesso Bernardeschi è il vero faro in campo della manovra offensiva viola. Lo si vede volteggiare con quella maglia numero 10 sulle spalle: una maglia che fu di Roberto Baggio e Rui Costa ma che adesso non pesa sulle spalle del giovane ragazzo. Bravo nei calci piazzati e sui calci di rigore, dove dimostra una freddezza invidiabile vista l’età. La prestazione di ieri è senza dubbio da incorniciare, così come l’assist per il momentaneo 3 a 2 di Zarate: assist millimetrico dalla trequarti, scavalcando l’intera retroguardia del Napoli. La percentuale di passaggi realizzati (75%) dimostra un’ottima capacità nel gestire il pallone ed i ritmi della partita per un giocatore che appare definitivamente maturato anche sotto questo punto di vista. Spostare la sua qualità in mezzo al campo è stata una delle mosse azzeccate di Paulo Sousa: il giocatore riesce adesso a giocare efficacemente tra le linee, non isolandosi in dribbling poco proficui nella parte esterna del campo come in passato. Senza parlare poi del tiro da fuori area, una delle specialità della casa. Un giocatore completo, capace di spezzare le partite grazie ad un mix di tecnica, velocità e forza. Letale per gli avversari, ammaliante per i tifosi che rivedono in lui l’ombra del giovane Baggio.

Molti club italiani ed europei sono pronti a fare follie per lui: l’Inter, tra le squadre italiane, è quella che ha mostrato un maggior interesse. La Fiorentina prova a rinnovargli il contratto per blindarlo, nella speranza di non perdere (di nuovo) il suo numero 10.

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