#Nazionali – Italia, Ventura in conferenza: “La migliore Italia deve ancora arrivare”
Tempo di bilanci per la Nazionale azzurra: il 2016, anno dell’avvicendamento tra Antonio Conte e Giampiero Ventura, volge al termine e il nuovo commissario tecnico azzurro ha voluto analizzare i primi mesi trascorsi sulla panchina azzurra. Il girone di qualificazione per i Mondiali di Russia 208 è ancora tutto da decidere: Italia e Spagna si giocano l’accesso diretto per evitare lo spauracchio Play Off. Ecco le dichiarazioni del tecnico a Coverciano in occasione del IX seminario FIGC-USSI “Il calcio e chi lo racconta“.
“Se guardo i risultati penso a un ampia sufficienza, ma se analizziamo le singole partite qualcosa cambia, come ad esempio il quarto d’ora contro la Macedonia. Tutto sommato i numeri sono positivi, per quel che riguarda i contenuti abbiamo ampi margini di miglioramento”.
La vera sorpresa del campionato è l’Atalanta di Gasperini?
“Il calcio è bizzarro. Gasperini ha sempre giocato così, l’ho incontrato tantissime volte e conosco il suo modo di giocare. Voglio fare una riflessione: l’Atalanta esprime un calcio piacevole e redditizio. Quando tempo ha impiegato però? Prima del filotto ha subito 5 sconfitte. Ci sono voluti tre mesi per trovare la quadratura del cerchio, e a livello di Nazionale non ce lo possiamo permettere. Per giocare in quel modo i giocatori devono entrare negli schemi e occorre tempo. Se voglio utilizzare il 4-2-4 ho bisogno di allenare i giocatori, perché nessuno utilizza quel modulo nel club”.
Italia con il 4-2-4 in futuro?
“Ho accelerato il 4-2-4 perché avevamo 5 giorni solo per noi, cosa che fino al prossimo anno non avrò più. Avrei voluto continuare, magari affrontando una Nazionale diversa dalla Germania. Contro i tedeschi non potevamo rischiare, sono una squadra di primo livello. El Sharaawy è uno degli esterni offensivi sui quali puntiamo. Dipende poi da come starà fisicamente al momento delle convocazioni. È un candidato per la Nazionale, lo aspettiamo, anche perché non sta attraversando un periodo felice. Insigne adesso sta molto bene, alcuni mesi fa non era così. Stesso discorso per Berardi, adesso infortunato, ma comunque nel giro delle nostre convocazioni. Chi non viene convocato una volta non è detto che non possa rientrare, le scelte non si fanno per simpatia, ma guardiamo sempre a quello che è il meglio per l’Italia. La migliore Italia deve ancora arrivare”.