Atalanta, Gasperini: “Siamo partiti con l’unico obiettivo della salvezza, ora siamo a un passo dal nostro primo traguardo”
Gian Piero Gasperini sta trascinando l’Atalanta ad un campionato sorprendete. L’ex tecnico del Genoa ha raccontato questi primi mesi in nerazzurro.
Sta portando in alto Kessié, Caldara, Petagna. Che padre è stato? “Chiedete a loro, mi pare giusto. So che mia moglie Cristina è stata ed è una mamma eccezionale. I nostri figli ormai sono grandi, Davide ha 33 anni e Andrea 29. Sono laureati in Ingegneria Informatica ed Economia”. Torniamo al calcio e chiuda gli occhi: sogna di allenare il Manchester United di Best, l’Ajax di Cruijff, il Barcellona di Messi?
“Il Barça, tutta la vita. Sia chiaro: sono tre squadre immense, ma quello che ho visto nello stadio del Barcellona è unico. Ho visto il “Camp Nou” pieno anche per una partita contro la terz’ultima in classifica e ho visto i tifosi applaudire anche dopo una sconfitta, soddisfatti di aver assistito a una bella partita. Ecco, questo è il mio calcio preferito”. A Bergamo? “Ci stiamo avvicinando, grazie all’impegno del nostro presidente Percassi e di suo figlio. Sono di Bergamo, hanno giocato nell’Atalanta, investono solo per il gusto di vedere la squadra competitiva e rendere felice la città che amano. Sapete quale vittoria quest’anno mi ha dato più soddisfazione?Vedere nel nostro stadio i bambini con le loro famiglie, sereni e felici, l’unica cosa che conta davvero a quell’età”. Dove arriverà l’Atalanta? “Qui nessuno aspetta Messi e non scherzo se dico che abbiamo tanti giocatori di qualità. Siamo partiti con l’unico obiettivo della salvezza, ora siamo a un passo dal nostro primo traguardo, ci siamo. Ed è giusto trovare subito un altro obiettivo, lo dobbiamo ai tifosi, alla società e a noi stessi”. All’inizio ha detto: ai giovani vanno date fiducia e opportunità. C’è il mercato di gennaio, se a qualcuno dei suoi giovani verrà data l’opportunità di trasferirsi.Dicono che la Juve voglia Kessié e Caldara, lei che risponde? “Intanto spero sia una vera opportunità e non parlo dei casi appena citati. Il calcio certe volte è strano: prendono giovani per strapparli alla concorrenza e poi li dimenticano in panchina. Ma so che l’Atalanta, se vorrà vendere qualcuno, lo farà per reinvestire. Ci chiamavano il Leicester d’Italia, ma noi sappiamo che qui, con la ripartizione dei diritti tv, tutto è diverso. Il nostro obiettivo è semmai cambiare fascia, non partire più con l’unico obiettivo della salvezza. Si può fare. Percassi è un presidente speciale, basta vedere come hanno costruito questo centro sportivo”.
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