Crotone, Nicola in conferenza: “Vogliamo far punti”
Ennesima ultima chiamata per il Crotone di Davide Nicola, ancora fermo a cinque punti e relegato sul fondo della classifica. Un successo tra le mura amiche dello Scida contro la Sampdoria permetterebbe al club calabrese di lasciare il fondo della classifica, anche se l’impresa salvezza rimane comunque difficile. Il tecnico ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della partita: ecco le sue dichiarazioni.
“Tutto quello che stiamo facendo in Serie A lo stiamo facendo per la prima volta. Ci sono mille situazioni del perchè magari si possa perdere una partita negli ultimi 10 minuti. Mi auguro di fare come contro il Chievo in cui abbiamo dimostrato di poter fare male agli altri”.
La situazione infortuni?
“Claiton, Nalini e Tonev non saranno ancora della partita. La sua gestione in questo periodo è stata correlata da una mancanza di continuità: non abbiamo mai potuto utilizzarlo frequentemente. Prima dell’infortunio era riuscito anche a dare il suo contributo in fase difensiva, oltre a poter giocare come seconda punta: lo aspetteremo fiduciosi che possa mostrare le sue qualità. Stoian è abile e arruolato ma non ha potuto allenarsi integralmente durante tutta la settimana: ogni giocatore che rientra è clinicamente guarito ma non ha gli allenamenti nelle gambe e non ha soprattutto l’intensità adatta ad una partita”.
La crescita della squadra?
“Noi abbiamo un’identità precisa: io mi sto divertendo a vedere gli allenamenti perchè inizio a vedere le cose che voglio da questa squadra. Dobbiamo solo attuarle con maggiore continuità. Noi vogliamo far punti, questo è quello che ho detto ai ragazzi: non si possono fare prestazioni di questa qualità e non raccogliere per troppo tempo. Questo significa che ci sono ancora delle cose che non vanno”.
La Sampdoria?
“Questa sarà una partita completamente diversa come interpretazione: abbiamo preparato con attenzione la gara con l’intenzione di far male alla Sampdoria. L’idea è quella di interpretare molto bene alcune situazioni di gioco, perchè loro hanno un possesso di palla principalmente sviluppato sulla linea difensiva permettendo poi di raggiungere le giuste distanze per accelerare le giocate e giocare velocemente in verticale. Giocano spesso a due tocchi o di prima: dovremo essere molto bravi a interpretare le altezze di campo con i comportamenti adeguati”.
Soddisfatto delle prestazioni di Palladino?
“Noi addetti ai lavori sappiamo benissimo quello che deve fare Palladino e secondo me è il miglior campionato che sta facendo dal punto di vista dell’abnegazione, della corsa, del lavorare come uomo squadra. Chiaro che, essendo un attaccante, ci si aspetta che vada a segno ad ogni partita, ma per me è molto importante che si attenga ai comportamenti da tenere in campo e che questo ci permetta di poter giocare sempre con tre punte e non perdere equilibrio. Gli attaccanti non si possono chiamare fuori dalle due fasi nel calcio moderno: il gioco è diventato talmente veloce che diventa difficile pensare di isolare qualcuno per poi pensare di andarlo a trovare nella speranza che risolva la partita. Si lavora in 11, si difende in 11 e si cerca di attaccare in 11: la linea difensiva è la prima deputata ad attaccare, pur non dovendo ovviamente puntare la porta direttamente”.