#Top10 – Kean, attento: ecco i baby fenomeni che hanno fallito

La Juventus sembra essersi ritrovata tra le mani un potenziale campione: Moise Bioty Kean. Classe 2000, compirà 17 anni a fine febbraio e secondo molti è il nuovo Balotelli, in senso positivo chiaramente!

Tuttavia la storia del calcio è piena di giovani promettenti che agli esordi hanno strabiliato, tanto da essere considerati predestinati, e che poi sono finiti a giocare in categorie minori perchè non hanno continuato a convincere come prima.

Tra i più celebri flop degli ultimi anni delle giovani promesse troviamo:

10. Diego Buonanotte – Fantasista argentino classe ’88 ha esordito con il River Plate nella stagione 2007/2008 a 19 anni, collezionando 25 presenze e segnando 11 goal. Quell’anno grazie alle sue ottime prestazioni la squadra di Buenos Aires vince il campionato. Niente male. Purtroppo la sua carriera viene segnata da un brutto incidente automobilistico nel 2009, nel quale morirono tre persone. Viene acquistato nel 2011 dal Malaga con il quale in due anni non trova molto spazio. Nel 2013 passa al Granada dove continua a giocare poco. La scorsa stagione ha giocato con l’AEK Atene. Attualmente è di proprietà della società cilena Universidad Catolica

9. Javier Portillo – Una promessa della cantera madridista. Nel 2001/2002 segna 16 goal con il Real Madrid B.  Sale in prima squadra con aspettative altissime, dal 2002 al 2004 segna meno del previsto, e per questo viene dato in prestito alla Fiorentina, nella speranza di farlo esplodere. Ma anche qua le prestazioni sono sottotono. Dai 24 anni comincia a girare tra le squadre meno quotate della Liga, fino ad approdare all’Hercules, con il quale ha chiuso la carriera nel dicembre 2015.

8. Mohamed Kallon – Esordisce in serie A a 19 anni con il Cagliari, con il quale realizza 6 reti. La stagione successiva gioca un gran campionato con la Reggina, della quale è l’attaccante di riferimento. Nel 2001 approda all’Inter e nella sua partita d’esordio contro il Perugia segna una doppietta. L’anno successivo si prende una squalifica per doping che lo tiene lontano dai campi per 6 mesi. Per questo motivo viene messo ai margini della squadra e nel 2004 viene ceduto al Monaco, dove non convince. Così dopo un’ esperienza di sei mesi all’AEK Atene nel 2009 va a giocare in Dubai e poi in Africa, dove con i suoi soldi fonda una società che porta il suo nome. Attualmente è allenatore e giocatore della sua squadra.

7. Bojan Krkic – Le sue 648 reti ufficiali nella cantera del Barcellona parlano da sole. I primi anni in prima squadra sembravano confermare il suo talento. Contro l’Inter di Mourinho segna il goal vittoria che però viene annullato per fuorigioco. Con il tempo viene chiuso da Messi e va in cerca di altre squadre. Il primo grande flop è stato con la Roma, poi con il Milan e l’Ajax. Dal 2014 gioca allo Stoke City, ma è solo l’ombra del fenomeno che sembrava dovesse diventare.

6. Saviola – Soprannominato il “nuovo Maradona”, le premesse erano ottime . L’esordio folgorante al River Plate, con 45 gol in 86 partite e due titoli di capocannoniere gli vale la chiamata del Barcellona nel 2001. Settanta gol in 188 partite, considerando anche i passaggi in prestito a Monaco e Siviglia, ma senza mai imporsi del tutto nonostante le prime incoraggianti stagioni. Poi 32 presenze (con 5 gol) in due anni di Real Madrid, tre stagioni al Benfica con 39 reti totali, il Malaga e l’Oympiakos, sempre senza lasciare il segno. Fino a finire oggetto misterioso della Serie A con la maglia dell’Hellas Verona. L’anno scorso ha giocato il suo ultimo anno da professionista con il River.

5. Denilson – Un vero funambolo. A 21 anni gioca un ottimo mondiale con il Brasile, e per questo nell’estate 1998 il Betis Siviglia sborsa una cifra spropositata per averlo. Tuttavia in Spagna viene ricordato per i numeri da circo che faceva durante il riscaldamento più che per le prestazioni in campo. I suoi ultimi anni da calciatore li ha passati girando per i diversi continenti: Medio Oriente, America e Vietnam. Il Kavala, formazione greca, è stata la sua ultima squadra. Si è ritirato nel 2010.

4. Alessio Cerci – Grande promessa della Roma. Purtroppo non è mai riuscito a trovare lo spazio che avrebbe voluto con i giallorossi. A 22 anni sembra trovare una sua dimensione con la Fiorentina. Nel 2012 lo acquista il Torino con il quale convince, e due anni dopo la grande chiamata dell’Atletico Madrid. Si può considerare conclusa qua la sua carriera, dal momento che in Spagna ha giocato con il contagocce e con il Milan e il Genoa non è riuscito mai a farsi amare.

3. Federico Macheda – Classe ’91 viene acquistato dal Manchster United dalla Lazio all’età di 16 anni. Segna all’esordio in Premier League segnando il goal vittoria contro l’Aston Villa. Sembra essere il giovane più promettente del 2009. Tuttavia non riesce ad esplodere mai definitivamente,e passa da un squadra all’altra senza lasciare il segno. Attualmente è svincolato.

2. Anderson – Un’altra promessa dello Manchester United. Anche lui nonostante fosse diventato un punto di riferimento per Ferguson, a causa della sua condotta poco sportiva non è riuscito a confermarsi. E’ passato anche per Firenze giocando sei partite con i viola nel 2014. Dal2015 è di proprietà dell’Internacional.

1. Nicola Ventola – In Italia è lui l’emblema del flop calcistico. Esordisce in Serie A con il Bari a soli 16 anni. A 20 la grande chiamata dell’Inter dove all’inizio convince, e molto. Comincia ad essere considerato già un campione affermato, senza però aver dimostrato continuità nè costanza. Frequenta i salotti buoni e belle donne, e probabilmente perde di vista l’obiettivo principale. Per tutta la carriera ha girato di squadra in squadra segnando pochissimo e non lasciando mai il segno.