#ApprofondimentoRG24 – Ecco 6 allenatori stranieri attualmente senza squadra

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Nonostante siano passate poche settimane dall’inizio dei vari campionati europei, molte panchine iniziano già a scottare. Tra presidenti lunatici, risultati deludenti e rapporti tesi, numerosi allenatori sono in bilico. Altri, invece, sono già stati esonerati. Ecco allora che alcuni nomi tornano d’attualità: RadioGoal24, infatti, ha voluto selezionare sei allenatori stranieri di primissimo livello. E che sono (stranamente) senza squadra.

1. Louis van Gaal: è il nome più scintillante in questa lista. Si tratta di un allenatore che ha rivoluzionato il calcio, vincendo trofei con Ajax, Barcellona, Bayern. Ed ottenendo eccellenti risultati con la Nazionale olandese. Tuttavia, l’ ultima esperienza al Manchester United ha sbiadito la sua nomea: un settimo ed un quarto posto che non hanno soddisfatto club, tifosi e stampa. Nonché i calciatori: qualche giorno fa, ne è arrivata la conferma dal capitano stesso, Wayne Rooney: “Lo scorso anno molti giocatori sapevano di partire dalla panchina già in settimana, altri addirittura non viaggiavano neanche con la squadra. Era questo il problema. Ora fortunatamente è diverso“. L’olandese, peraltro, non ha passato un’estate gloriosa: è stato infatti scartato dal Belgio dopo un colloquio definito “noioso, eccessivamente metodico“. Troppi schemi, troppa tattica per una Nazionale che punta sull’estro e sul talento dei singoli. van Gaal ha intanto trovato consolazione: è arrivata, infatti, la buonuscita da parte dello United: 10 milioni di euro. Non male, Louis.

2. André Villas-Boas: forse sopravvalutato, forse sfortunato. Comunque sia, il portoghese è senza squadra. Il che, dopo una carriera partita in maniera straripante e la giovane età (38 anni), non è affatto confortante. Ufficialmente, il tecnico si è preso un “anno sabbatico“. La realtà, probabilmente, è che – a parte un’offerta dalla Cina – nessuno ha bussato alla sua porta. Tuttavia, visto il curriculum (ha allenato Porto, Chelsea, Tottenham e Zenit) e le idee di calcio innovative proposte, è prevedibile che si accasi in un club di primo livello.

3. Laurent Blanc: ha terminato la sua esperienza al Paris Saint-Germain nello stesso modo in cui era iniziata: in silenzio. Da inosservato. Parliamo però di un allenatore che ha vinto tutto in Francia con Bordeaux e PSG: 4 campionati, 5 supercoppe, 4 coppe di Lega e 2 coppe nazionali. Insomma, un tecnico che ha dimostrato di saperci fare e che ha saputo mettere insieme campioni apparentemente inconciliabili. Sarà interessante vederlo fuori dal territorio francese.

4. Rudi Garcia: se n’è andato dalla Roma sotto una pioggia di fischi. Il suo ciclo era evidentemente terminato. Però è innegabile che qualcosa di positivo l’abbia dimostrato. Il 52enne francese, durante il suo primo anno, ha lottato fino all’ultimo con la Juventus per lo Scudetto. E nella successiva stagione, seppur faticando, ha ottenuto il secondo posto in campionato. Gli si rimprovera la mancanza di trofei vinti: dopo il miracolo col Lille (campionato e coppa nazionale nel 2010), infatti, Garcia non ha più vinto. Al momento è in trattativa col Marsiglia, club che punta – attraverso i giovani – a dar fastidio al PSG e a far bene in Europa.

5. Marcelo Bielsa: è Loco, lo sanno tutti. E la sua ultima follia lo ha confermato per l’ennesima volta: tutto definito con la Lazio. Contratti firmati. Poi la rinuncia improvvisa. Alla base di tale decisione ci fu la mancanza di giocatori acquistati. Bielsa, infatti, quando arriva in una nuova squadra chiede una rivoluzione: tanti calciatori ceduti, tanti comprati. Proprio per questo è difficile che qualcuno punti su di lui a stagione in corso. Soprattuto vista la sua idea visionaria di calcio: bellissima, ma che comporta lavoro e tempo. Al momento è corteggiato dal Messico, Nazionale che negli ultimi anni sta tirando fuori alcuni giovani interessanti. Chissà che non possa essere l’ambiente adatto al Loco

6. Guus Hiddink: dopo l’esperienza da traghettatore al Chelsea è sparito dai radar del calcio che conta. Di fatto, però, il 69enne olandese è da anni fuori dall’elite degli allenatori. Le sue ultime squadre dimostrano come si sia avvicinato più ai soldi che ai progetti tecnici: Anzhi, Turchia, Russia. Per lui è prevedibile un futuro in una Nazionale. La sua esperienza e la sua personalità risultano fondamentali in competizioni brevi, come Mondiali o coppe continentali.

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