Chievo, Dainelli: “Rottura del crociato? Tutti mi dicevano che avrei smesso, invece ho recuperato in 4 mesi”

Chievo

Dario Dainelli ex giocatore della Fiorentina, ora in forza al Chievo, ha parlato in una intervista alla Gazzetta dello sport prima della partita con i toscani. Queste le sue parole: “Andrea Della Valle? è sempre stato carino. Ha compiuto tanti bei gesti, anche quando a marzo mi sono rotto il crociato mi ha telefonato. Ricevere quella lettera è stato bello. Ho giocato cinque anni e mezzo con la Fiorentina, ho fatto il capitano, la Champions con la vittoria del girone, il ricordo più esaltante, sono stato convocato in Nazionale, mi sono fatto gli amici veri del calcio. Sarà festa al Franchi, ma noi col Chievo, ci proviamo ancora. Mi viene da ridere: se giocassimo io, Gamberini e Gobbi, basterebbe un altro elemento per ricomporre la difesa viola di alcuni anni fa. Nell’Hellas ci sono Pazzini e Toni (ex Fiorentina anche loro) e ci si vede spesso. Il Chievo è diventato una seconda Fiorentina, una società piccola organizzata come una grande, una squadra in cui tutti si aiutano e aiutano chi è in difficoltà. E poi si corre come ragazzini. Come ho fatto a recuperare in 4 mesi? Merito del professor Zorzi che mi ha operato e di Alberto del centro Atlante col quale ho lavorato. Il 5 luglio all’inizio del ritiro ero già a posto. Poi tanti mi dicevano ‘ora smetti’. È stato uno stimolo per recuperare in fretta. Con la volontà si può e vorrei giocare ancora un anno. L’accordo col Chievo è opzione per il prossimo torneo, in base a traguardi e presenze. Alla mia età è giusto così. Basta non sentire l’età e avere entusiasmo. Gilardino? Con Spalletti, è socio con me nel locale di Firenze, un progetto in cui crediamo tanto, un punto di aggregazione per i tifosi che può nascere in diverse città. Giocatori preferiti? Baggio perché ci ho giocato a Brescia. Antognoni è la storia, Bati il bomber. Sono legato a Toni e Mutu, Luca negli anni miei ha fatto valanghe di gol. Corvino? Un grande direttore, gli devo tanto. Mi portò a Lecce facendomi esordire in A e mi seguì come un padre, ero giovane e qualche stupidaggine la facevo. Lo ringrazierò sempre. Pronostico? È dura, loro hanno grande abilità nel palleggio e giocano in una giornata storica. Ma noi non molliamo mai e se la pressione e gli aiuti funzionano come con l’Inter…”.

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