Lazio, Immobile: “Per me è una grossa responsabilità essere l’erede di Klose”

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Ciro Immobile è stato questa mattina presentato dalla Lazio, squadra che ha prelevato il giocatore dal Siviglia:

Il primo a parlare è il ds albanese: “Siamo qui a presentare il nostro secondo acquisto, Immobile è un giocatore di grandissima qualità, lo ha dimostrato negli anni a livello nazionale ed internazionale. Ha tutti i requisiti per giocare con questa maglia, ci sono aspettative importanti sia da parte nostra che di tutti i tifosi, è un giocatore che esprime il vero valore del tifoso laziale: la grinta e la determinazione. Tutti gli facciamo un in bocca al lupo“.

Parola a Immobile:Ringrazio il direttore per le parole che mi trasmettono carica. Sono felice di essere in una grande società, ho visto grande professionalità sin dalle visite mediche. Spero di mettere in campo tutta la grinta descritta dal direttore, questo è poco ma sicuro“.

Quando sono iniziati i primi contatti?
I primi contatti sono iniziati durante l’Europeo, non si poteva chiudere ovviamente, però lì è nato il feeling. Mi ha spinto a venire qui la storia della squadra e l’ambizione per il futuro“.

Cosa provi a essere l’erede di Klose?
È una grande responsabilità. Spero di fare meglio rispetto a quando mi è stata detta la stessa cosa in riferimento a Lewandowski e Bacca. Klose lascia tanto, è un grandissimo giocatore, spero di fare bene in una società così importante“.

Cosa ti aspetti dal derby?
Me ne hanno parlato e l’ho visto spesso in tv. Sicuramente sarà una partita speciale“.

Cosa è cambiato rispetto alle ultime stagioni?
Sono state due stagioni diverse: a Dortmund, al di là delle difficoltà per uno straniero, ci sono stati tanti problemi di squadra. Ambientarsi in una squadra che va bene è difficile, figurarsi in una ultima in classifica. Però sono contento, ho fatto 4 gol in Champions al primo anno da titolare in questa competizione. L’anno scorso è stato diverso, al Siviglia non ho avuto mai possibilità di esprimermi al meglio e poi ho deciso di andare al Torino perché avevo voglia di rimettermi in gioco. Quest’anno come avete detto tutti è una stagione di rilancio, spero che lo sia per me ma anche per la Lazio“.

Quanto è importante la scelta Lazio a 26 anni in prospettiva Nazionale?
Secondo me è la scelta giusta, sono nel pieno della maturità per un attaccante. Sono felice della scelta, ho trovato un bel gruppo che può fare davvero bene con l’unione, con la società che ci dà una mano e con Peruzzi che sarà sempre vicino a noi. La Nazionale è importante, adesso che sono tornato in Italia Ventura mi potrà vedere da vicino anche se già mi conosce, bisogna dare il massimo“.

Come mai il 17? Quanti gol arriveranno?
Volevo tornare alle origini, l’avevo a Pescara e ho fatto bene. Poi mia moglie è nata il 17 luglio e quindi ho scelto questo numero. I gol non si promettono mai, posso promettere che in campo metterò tutto quello che ho accumulato in questi due anni, la voglia di giocare e di mettermi di nuovo in gioco, sperando che arrivino più gol possibili“.

È possibile ripetere il titolo di capocannoniere?
Quello è stato un anno in cui girava tutto bene, la squadra aiutava noi attaccanti a girare bene. Quando sono venuti qui ho parlato tanto con Marchetti, Parolo, Candreva, Cataldi, ma anche col presidente. L’attaccante finalizza, però senza i movimenti giusti della squadra può fare ben poco. Mister Inzaghi l’ho visto allenare e gli piace giocare sempre la palla, poi io ho già giocato nel 4-3-3 e ne conosco i movimenti“.

La Lazio ha una storia di centravanti, a chi assomigli?
Ricordo Signori, ho visto tanti gol di Giordano. Sono attaccanti che volevano giocare palla a terra, Giordano in velocità non sbagliava mai davanti alla porta. Però da qui a fare paragoni con giocatori che hanno fatto la storia della Lazio è presto, ne parliamo fra 2 o 3 anni“.

Keita ha definito questa società come punto di partenza. Per te è un punto di arrivo?
Sì ed è una società che deve ambire a tante cose, ad andare in alto in classifica e alla Champions. Non parlo di quest’anno, ma del futuro: ha tanta storia e può fare tanto sia a livello nazionale che internazionale“.

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