#PremierLeague – Manchester United, Mourinho: “Il nostro obiettivo è vincere, non arrivare quarti”

Mourinho

Giornata di presentazione per Jose Mourinho, nuovo tecnico del Manchester United. Le sue conferenze stampa sono da sempre dei veri e propri eventi mediatici, grazie anche all’abilità comunicativa dello Special One, e anche questa volta non fa eccezione, con l’allenatore portoghese che non risparmia anche qualche frecciatina al suo rivale storico Arsene Wenger. Di certo a Manchester avranno di che parlare dopo le ultime stagioni opache. L’obiettivo, come sempre, è quello di vincere: “Non sono mai stato bravo a nascondermi dietro alle parole o alla filosofia. Non ho mai provato a fare così. Se voglio essere realista dico che dobbiamo entrare nelle prime quattro, ma se voglio essere più aggressivo dico che vogliamo vincere. Il nostro obiettivo non può certo essere quello di arrivare quarti. Si possono vincere un paio di partite senza giocare bene, non un campionato. Per giocare bene intendo essere aggressivi e fare più gol degli altri. Vogliamo far cantare i tifosi, farli felici. E che i giocatori non pensino agli ultimi tre anni. Ho 53 anni, non 63. Sono giovane, non vecchio. Avrei un problema se non avessi l’attitudine di vincere avrei un problema. I cinque mesi lontani dal calcio sono stati un disastro. La verità è che molti lanciano i giovani per necessità, perché i giocatori della prima squadra sono infortunati o perché non devono raggiungere grandi obiettivi. Ma io ho sempre lanciato i giovani, 49, per assoluta convinzione. E tanti di loro ora giocano in Champions o in nazionale. Tra l’altro la percentuale di infortuni nelle mie squadre è sempre stata molto, molto, molto bassa. Ma una bugia raccontata tante volte poi passa come una verità, ma resta sempre una bugia. E voi la raccontate”. Impossibile non “stuzzicare” il manager portoghese sui suoi colleghi in panchina, tra cui il suo “nemico” (le virgolette sono d’obbligo) Pep Guardiola: “Alcuni allenatori non vincono da molto tempo, non ho molto da dimostrare. Vincere l’FA Cup? Non riesco a pensare a quella cosa. Lo United deve tornare a vincere come abitudine. L’eredità del Leicester è che 20 squadre lotterà per il titolo: è la loro eredità. È inutile parlare di un solo manager, di un solo nemico. Non è come in Spagna, una corsa a due, a volte in tre. O come in Italia, con tre squadre che lottano per il titolo. Qui tutti possono vincere, in Premier se ti focalizzi solo su un avversario, a ridere saranno gli altri. Bisognerà rispettare tutti gli altri club, anche se siamo la squadra più importante del Regno Unito”. Il mercato vede i Red Devils grande protagonista, anche a causa delle richieste dello Special One: “Vogliamo creare un nucleo di giocatori specializzati. Quattro obiettivi. Ne abbiamo comprati tre, fin quando non abbiamo comprato il quarto lavoreremo duro. Quando arriverà il quarto acquisto, prima del 1 agosto, respireremo, il mercato rimarrà aperto. Poi vedremo. Voglio tenere solo i giocatori felici. Se nel primo match non metterò in campo qualcuno, magari qualche giocatore sarà scontento e chiederà la cessione. Il mercato fondamentale, con il quarto acquisto, respireremo. Poi ci sarà il mercato addizionale, e vedremo cosa accadrà”. Infine Mourinho ci tiene a precisare che l’addio di Ryan Giggs non è colpa sua: “Non è mia responsabilità che sia andato via. Il lavoro che vuole Ryan è quello che la società ha dato a me, non è colpa mia, l’ha deciso la società. Giggs vuole essere un allenatore come quando lo decisi io”.

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