Torino, Cairo esalta Ventura come CT: “Ha l’entusiasmo di un quarantenne”

Torino vs. Fiorentina - Serie A Tim 2012/2013

Dopo tante discussioni e qualche tentativo di depistaggio mediatico, ieri pomeriggio è arrivata al’ufficialità e l’investitura a Giampiero Ventura come nuovo CT della Nazionale italiana al termine dell’Europeo 2016. A poche ore dalla dichiarazione ufficiale del presidente Tavecchio, Urbano Cairo, presidente del Torino, ha voluto esaltare le doti dell’ex allenatore dei Toro, dichiarando che Ventura sarà la persona giusta per guidare l’Italia nei prossimi due anni: “Sono onorato di aver dato alla Nazionale il CT. L’ho visto lavorare coi collaboratori per 10-12 ore di fila per preparare una partita. E’ arrivato forse tardi al calcio più importante, ma proprio per questo ha ancora tanta fame. State sereni, Ventura è una grande scelta. Sa dare subito un’impronta precisa alle squadre che allena: gioco e personalità – dichiara alla Gazzetta dello SportMi aspetto un’Italia esteticamente piacevole, di carattere, con molti giovani. Ventura è davvero bravo a far crescere i ragazzi. E poi è un maestro dal punto di vista tattico, in questo senso sarà un valore aggiunto anche in Nazionale”. A chi dice che Ventura sia troppo vecchio per ricoprire un ruolo così delicato, Cairo risponde a tono dichiarando: “Vecchio? Cavolate, Ventura è uomo di grande energia, ha l’entusiasmo di un quarantenne. Anzi, è un ragazzo di 40 anni! E’ un uomo molto intelligente, di grande sensibilità, simpatico e ironico. Almeno un difetto? Non posso, sono stato pure suo testimone di nozze… Io con lui sono sempre andato d’accordo. In 5 anni zero problemi, normali discussione, ma litigi seri no. Siamo stati insieme 5 anni e se non fosse arrivato Tavecchio avremmo proseguito fino al 2018, il contratto era già firmato”. Infine il presidente svela un aneddoto avvenuto in occasione delle partite in Europa League: “Ricordo la grande serenità con la quale preparava le gare di Europa League. Me la spiegava così: ‘Presidente, in Europa sono tutti piuttosto prevedibili tatticamente, abbiamo margini per sorprenderli…’. E non a caso facemmo una grande Europa League nel 2014-15: a Bilbao entrammo nella storia, poi uscimmo agli ottavi con lo Zenit dopo 180’ importanti e l’andata, in Russia, giocata a lungo in dieci”.

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