Palermo, Bosi: “Poche chiacchiere, bisogna lavorare”

giovannibosi-cropped_9h50tfrh4c861dh08gej2z4qn

Il nuovo allenatore del Palermo, Giovanni Bosi, ha parlato durante la sua prima conferenza stampa, alla vigila della partita contro il Torino. Ecco le sue parole: “La cosa principale è la partita di domani. C’è stata un’emergenza dettata dalla partenza del mister, qui mi sono trovato nel migliore dei modi col settore giovanile e mi è sembrato normale rendermi utile. Quel che conta è esclusivamente la partita, che arriva in un momento importante. Sarei molto presuntuoso se potessi pensare di dare qualcosa in due giorni, posso solo promettere voglia ed entusiasmo. Questo è quel che cercherò di trasmettere, così come un po’ di tranquillità. Va dato atto a questi ragazzi di essere sulla strada giusta. Non è semplice dopo tutti questi cambiamenti. Dobbiamo dar battaglia per avere un futuro roseo. Mentirei se dicessi di essere emozionato. Sono concentrato perché la Serie A non è la Primavera. Dobbiamo lavorare sulla parte mentale per dare un po’ di tranquillità, la squadra sta bene dal punto di vista fisico. Ho cercato di far le cose nel miglior modo possibile, non diversamente da come faccio in Primavera. Io in Serie A? Non sono un sognatore. Nel calcio bisogna essere concreti e lavorare, in una situazione del genere ancor di più. Pensare che questa situazione possa essere la migliore per me è l’ultimo dei miei pensieri, mi gratifica il lavoro con la Primavera e non cerco glorie effimere. Il mio unico pensiero è la partita col Torino, non guardo al di là del mio naso. Sarei stupido a pensare di stravolgere in due giorni l’identità di una squadra che ultimamente ha ottenuto buoni risultati. Il mio approdo è stato improvviso, ci siamo preparati semplicemente per la partita che è l’unico obiettivo. Poi il resto si vedrà con calma. Questo è il momento meno indicato per le chiacchiere, bisogna lavorare perché questa partita può cambiare in meglio il nostro finale di stagione. Bisogna cercare di arrivare a domani nel miglior modo possibile. Le qualità dei giocatori le conosciamo, dobbiamo solo approcciare bene la partita. D’altronde abbiamo una buona base, un gruppo sano. Goldaniga? Mi piace la sua sfrontatezza, è quello che gli ha permesso di emergere. In questo mestiere ci sono alti e bassi, non è facile. Nei momenti di difficoltà si possono fare errori, lui però è un ragazzo forte con grandi qualità. Ho grande fiducia in lui, la sua forza è proprio il carattere. Il calcio non è uno sport per timidi e Goldaniga è un elemento importante per noi. Il rapporto con Tedesco? Funziona come in tutte le squadre. Giovanni lo conosco da vent’anni, è palermitano ed è stato giocatore qua, ma soprattutto è un allenatore. Ha allenato prime squadre, ci si confronterà anche se le decisioni saranno le mie. La squadra di Ventura? Il Torino mi preoccupa per la qualità della squadra. Ha buoni giocatori e un grande allenatore, una squadra importante che sta attraversando un momento di difficoltà. Dobbiamo essere bravi ad approfittarne. Stimo molto Ventura, è sempre in grado di inventarsi qualcosa di interessante“.

Leave a Reply