#SerieB – Livorno, Panucci: “Siamo ancora malati, l’obiettivo è arrivare a trenta punti”

Livorno - Vicenza

 

Non sceglie vie di mezzo in conferenza stampa Christian Panucci, che delinea possibilità e obiettivi reali del suo Livorno alla vigilia della sfida con la Ternana. Sfida delicata per un Livorno in difficoltà, che ha già una volta esonerato l’ex difensore di Roma e Real Madrid salvo poi richiamarlo alla guida della squadra. Amaranto in difficoltà ma che hanno la ghiotta occasione con la prossima partita di agganciare proprio la Ternana in classifica, evitando così di incappare nella zona a rischio play-out. La strada per i toscani è però tutt’altro che in discesa, e il tecnico savonese lo ribadisce con forza per evitare che i suoi uomini si rilassino: “La vittoria con il Brescia è stata fondamentale per noi. Ma se non capiamo che siamo ancora una squadra malata e in cura non potremo venire fuori da questa situazione. Come la mamma che dà un antibiotico al bambino, la febbre scende ma se non si continua a somministrare la medicina la malattia non passa. Siamo ancora a serio rischio play out e dobbiamo lavorare sodo per cambiare la situazione. Il nostro unico obiettivo e’ arrivare a trenta punti. Chi pensa più al di la’ della partita di domani sbaglia di grosso e fa il male del Livorno. Noi dobbiamo preoccuparci di dare continuità ai risultati e risolvere i problemi che ancora esistono. Queste sono le cose che dico sempre ai miei ragazzi. Sono intelligenti e mi auguro che i due mesi in c hanno sofferto gli abbiano fatto davvero male così da capire cosa succede quando le cose non girano nel verso giusto. Spero davvero che abbiano sofferto tanto da capire che devono metterci tutto loro stessi, altrimenti sarebbe stata una sofferenza vana. Chi dice che il merito della vittoria sia mio sbaglia di grosso. Io ho solo cercato di dare certezze ai ragazzi ricordandogli i valori che avevo visto nella prima fase del campionato e che secondo me sono solo nascosti. Hanno tirato fuori le loro qualità e hanno fatto bene, ma devono ancora ricordarsi di essere malati.”

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