Milan, Gattuso tuona: “Non è più il vecchio Milan, si prenda esempio dalla Juventus”

US Citta di Palermo v Hellas Verona - TIM CUP

Gennaro Gattuso rimarrà per sempre uno dei migliori calciatori del Milan. Dall’alto della sua esperienza e dei tanti trofei vinti con la maglia rossonera, può senz’altro prendersi il lusso di bacchettare la sua vecchia compagna di avventure e consigliare tutto l’organigramma milanista per una rapida risalita ai vertici. Nell’intervista sul Corriere dello Sport, parte dalla sua esperienza come allenatore per poi ritornare ai tempi con il Milan: “Non rinnego quello che ho fatto prima, anzi. Ho cominciato presto con una grande come il Palermo, dove penso di non aver fatto male, perché dopo 7 partite, con una squadra retrocessa dalla A alla B, essere staccati di solo 3 punti dalla prima non era una tragedia. I rischi li conoscevo bene, solo che nella mia vita non ho mai fatto calcoli, sono uno sanguigno, è andata così punto e basta”.

In Svizzera e a Creta, le cose sono andate in maniera diversa: “A Sion, invece, non ero ancora un allenatore, non mi ero spogliato, facevo il manager e il giocatore. Creta è stata una tappa importantissima. Sei mesi in quelle condizioni, fare 18 punti con tutti quei problemi, far allenare ragazzi che non prendevano lo stipendio, non sapevo come schierare una difesa a tre, ho studiato e cambiato, è stata l’esperienza più importante della mia carriera”. Pisa può essere il trampolino di ri-partenza: “Qui c’è tanto da imparare, trovo allenatori preparatissimi che leggono bene ogni partita. E a me non pesa nulla, voglio solo lavorare sul campo, voglio imparare: questo è un mestiere nuovo e aver vinto tanto da giocatore non conta niente, per me il Pisa è come se fosse la Nazionale”. Continuando con l’Intervista, ringhio punzecchio il Milan da tutte le parti: “Cosa sta succedendo al Milan? Innanzitutto bisogna ringraziare la famiglia Berlusconi e Adriano Galliani per quello che hanno fatto: per 22-23 anni è stata una delle squadre più importanti al mondo, per quello che esprimeva sul campo e per l’organizzazione del club. Negli ultimi anni non è più il Milan. Ci sono meno soldi, ma sono soprattutto le scelte che lasciano a desiderare: si parla di giovani e poi dopo 6 mesi vengono ceduti in prestito, poi si punta su un allenatore giovane e si cambia subito idea. Una volta tutto questo non succedeva. Se si deve mirare ad un modello, quello sicuramente è la Juventus. La Juve ha uno stadio di proprietà e soprattutto ha messo gli uomini giusti al posto giusto. C’è stata una rivoluzione nel club, per 4-5 anni non riuscivano a centrare gli obiettivi ed è stata creata una società nuova. L’esempio per il Milan oggi deve essere la Juve…”.

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