José Mourinho e un amore tanto breve quanto intenso

FC Internazionale Milano vs AS Bari - Serie A 2009/2010

E’ ormai un dato di fatto che José Mourinho, tecnico portoghese di 52 anni, è un allenatore inadatto ai progetti a lungo termine. Nella nuova esperienza al Chelsea, The Special One ha dimostrato un’altra volta di essere il miglior motivatore al mondo e di riuscire a stimolare i propri giocatori per portarli a un livello dove non erano mai arrivati. Il problema più grande è che la “pozione magica” ha una durata di due, tre anni massimo. Dopo questo lasso tempo si arriva al punto di rottura  e le prestazioni dei giocatori calano a picco. Una vera e propria caduta libera. José riesce a spremere i calciatori come della arance: all’inizio il succo che ne viene fuori è ottimo e dolce, ma a forza di spremere la polpa finisce e lascia il posto alla buccia, all’amaro e ai rancori.

Le esperienze con il Porto e l’Inter sono state ben differenti da quelle con il Real Madrid e il Chelsea. Non tanto perchè Mourinho ha vinto una Champions League in Portogallo e in Italia, ma più per l’addio romantico e malinconico che ha avuto rispetto alla Spagna e all’Inghilterra. I dragoni e i nerazzurri ricordano il tecnico come se fosse stato un amore estivo, con la ragazza del campeggio: una relazione breve, ma piena di sentimenti intensi e sinceri, terminata con una notte di fuoco prima che ognuno riprenda le strade di casa. Tutto perfetto, un ricordo indelebile e profondo.

Al Real Madrid e al Chelsea, il tecnico ha avuto più un rapporto matrimoniale, tanto per rimanere in tema. Confilitti d’amore e odio si alternavano a fasce di periodi più o meno lunghi. L’amore è stato comunque sincero, questo non si può mettere in dubbio (chiedere ai tifosi spagnoli e inglesi), ma i due coniugi hanno capito maturamente di non essere fatti l’uno per l’altro, di non avere accanto l’anima gemella. L’addio non è stato troppo doloroso, in quanto entrambi hanno fatto una scelta logica mettendo da parte i sentimenti.

Mourinho, in qualsiasi squadra abbia allenato, ha lasciato comunque un bel ricordo, anche in Spagna (record di punti in campionato) e in Inghilterra (tecnico più vincente nella storia del Chelsea). E’ indubbio che il portoghese abbia un fascino particolare, unico. Anche se provi odi per lui, non puoi negare di provare ammirazione per la sua figura. Il soprannome The Special One non deve essere visto come una provocazione o un’ autocelebrazione, ma semplicemente un aggettivo adatto, se non perfetto, per una figura tanto affascinante quanto stucchevole, perchè le cose speciali, nella quotidianità, smettono di essere tali.

 

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