Genoa, Burdisso: “A Roma sembrava che quando si allenavano ti facevano un favore”

Burdisso in bilico tra Genoa e Argentina. A giorni il difensore centrale di Gasperini deciderà il suo futuro

In un intervista rilasciata da Burdisso alla Gazzetta dello sport, l’ex centrale della Roma e dell’Inter ricorda gli anni trascorsi nelle file nerazzurre e giallorosse con dei retroscena curiosi riguardanti lo spogliatoio dei capitolini: “Se c’è differenza tra giocare nell’Inter o nella Roma? Sì, tanta. A Milano c’è la pressione per la vittoria ma si resta sempre con i piedi per terra. A Roma invece si passa da un eccesso all’altro e non aiuta”.
E proprio questo sembra essere il punto debole della Roma, che soffre da parecchi anni il suo andamento altalenante, senza poi ricavarne nulla durante il corso delle stagioni. Il centrale poi prosegue parlando del suo ex capitano Francesco Totti: “Francesco è fantastico e non può mai essere un limite, ma non si è mai fatto delle domande. Non si è mai chiesto se fosse stato meglio giocare per 15 anni alla Roma e vincere oppure per 20 e non farlo. Calcisticamente non è un leader che trascina in campo. De Rossi è stato troppo buono, non ha mai voluto scavalcarlo”.

Ritornando al passato ha anche parlato dei suoi vecchi allenatori, incalzato dalla domanda del giornalista ha rispoto: “Direi Carlos Bianchi, ma sono stato fortunato, ho lavorato anche con Maradona, Montella – che era bravissimo e non l’avrei mai mandato via dalla Roma – e anche Luis Enrique. Guardi che se il Barcellona vince, non è solo merito dei tre davanti. Ricordo quando nei preliminari con lo Slovan lui sostituì Totti e fummo eliminati. Avevamo in campo tanti ragazzi e c’era bisogno di Francesco. Io quando vidi il cambio scossi la testa. Il giorno dopo Luis mi disse: “Non farlo più”. Aveva ragione lui. Ha portato a Trigoria la cultura del lavoro. A Roma sembrava che quando si allenavano ti facevano un favore. Ricordo che Spalletti e Montella impazzivano di rabbia. Vincenzo usava i gps e alla fine diceva che avevamo lavorato in modo imbarazzante”.

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