Ancelotti rivela: “Mi piacerebbe allenare la Roma ed il Milan”

Ancelotti, l'allenatore più vincente nel 2014

Dopo l’esonero, forzato o meno, l’ex tecnico del Real Madrid Carlo Ancelotti, ha rilasciato di recente un intervista al Corriere dello Sport, parlando di rimpianti e di futuro. Pur essendo un allenatore da top club, capace di vincere almeno un titolo in ogni paese dove ha allenato, il suo recente passato al Real Madrid non gli ha lasciato dei bellissimi ricordi, ricordando che è stato l’allenatore in grado di vincere la tanto attesa decima Champions League dei Blancos. Molto criticato dai suoi tifosi per il suo gioco poco entusiasmante ma molto efficace, al termine dello scorso campionato fu esonerato in maniera ufficiosa dichiarando di volersi prendere un anno sabbatico per potersi operare e vivere un anno in serenità.

La voglia di ritornare in panchina per il tecnico di Reggiolo è tanta: “Mi piacerebbe moltissimo allenare la Roma, è una squadra che amo in una città che amo. Anche il Milan allenerei volentieri, anzi mi avevano chiamato ma dovevo fare un’operazione alla cervicale e ho preferito fermarmi un anno. Sono felice di averlo fatto, ne avevo bisogno. Non ho fretta ed ora non prenderei in considerazione ipotesi di ingaggi in corso di campionato. Ne riparliamo a fine stagione per impostare bene una nuova avventura. Anche all’estero, tanto ormai sono poliglotta…”

Al Milan d’altronde ha dei ricordi ben più rosei di quelli alla Juventus e per questo questa sera tiferà i rossoneri su cui ha dichiarato: “Il Milan ha dato segni di ripresa. Speriamo li consolidi. La Juve sta trovando il suo equilibrio”. Aggiungendo poi sul suo periodo con i bianconeri: “Sono i risultati che non andarono. Nel calcio possono succedere tre cose: vincere, pareggiare, perdere. Nulla di peggio. Io non ho vinto. Anzi, a Perugia, ho perso. Fu una giornata assurda. Pioveva in un modo incredibile. C’era stata molta pressione nei giorni precedenti, un goal di Cannavaro annullato ingiustamente. Uno strano clima. Restammo allibiti nel vedere che la partita non veniva sospesa. Sembrava si dovesse giocare per forza. Non ho mai visto una cosa simile”, riferendosi al diluvio che colpì la partita tra Juventus e Perugia dove fu protagonista anche l’arbitro Collina.

“Io dopo quella sconfitta mi sentii malissimo anche perché era cominciata la litania sull’eterno secondo. Ma il giorno dopo l’Avvocato mi convocò e mi disse di non preoccuparmi e che anzi, da quel momento, io e la Juve saremmo stati più simpatici.”

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