I pensieri inquieti dei moderni

Friedrich

Conta maggiormente l’idea collettiva del singolo, in questa epoca di macchine e meccanicismi. Non vi è spazio per l’estro indomato. Non è permessa la bramosia di onnipotenza. Perché a prevalere deve essere necessariamente il risultato di squadra. Quindi il profitto: la contentezza degli sponsor, i bonus dei contratti, le tasche dei patron. Ma la fiamma…
La dicotomia fra caldo e freddo nel calcio moderno spinge a porsi delle domande. Poiché questo è il modulo, la strategia, lo schema. Quello la giocata geniale, il dribbling spettacolare, l’anarchismo tattico. Il vero fuoriclasse (portiere escluso) non ha ruolo. E’ oppresso dai dettami del tecnico. E purtroppo colui che è fuori-scena svanisce. I talenti vengono sempre più omologati ed amalgamati nel massume dei bravi soldatini.
La globalizzazione calcistica ha reso le partite tutte simili. Le nazionali non dispongono più di connotazioni distinguibili. Spaventa che le idee di calcio non siano più figlie della terra da cui provengono, dell’epoca cui appartengono. I romantici: i nuovi tormentati: dove sono? L’omologazione renderà questo sport emaciato. Che la fiamma sia con noi.

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