Benzema e Vietto, ma i migliori sono altri nell’1-1 del Calderon

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Real e Atletico pareggiano 1-1 nel derby che va in scena al Vicente Calderon per la settima giornata di andata. I blancos partono subito forte e dopo aver sfiorato il gol al secondo minuto con un colpo di testa di Ronaldo, passano in vantaggio al nono minuto grazie a Carvajal, che sulla fascia destra salta un avversario e crossa al centro dell’area dove trova Benzema che con uno stacco imperioso insacca senza pietà alle spalle di Oblak. L’Atletico non ci sta e prova a reagire due volte con Correa, ma in entrambi i casi l’argentino spara due fucilate poco precise: una volta alla destra di Navas all’undicesimo minuto, con un collo pieno, e un’altra alla sinistra tre minuti dopo, con un esterno destro abbastanza potente e carico di effetto. Ma l’occasione per il pareggio dell’Atletico arriva al ventesimo minuto, per un calcio di rigore che l’arbitro concede ai padroni di casa per un fallo di Sergio Ramos su Tiago. Sul dischetto si presenta Griezmann, che in teoria non tira neanche tanto male, ma il vero miracolo lo fa Keylor Navas che in volo plastico gli manda il tiro in calcio d’angolo. La ripresa offre molte meno emozioni, l’Atletico nel primo quarto d’ora della seconda frazione assedia in modo sterile l’area del Real, dopodichè gli uomini di Benitez si limitano ad amministrare il vantaggio nei minuti successivi. La partita ormai sembra destinata a finire con questo risultato, ma Simeone fa entrare Jackson Martinez e questo lo ripaga cambiando il volto alla gara. Al minuto 83′  infatti, il colombiano si invola sulla fascia sinistra e fa partire un cross rasoterra velenoso verso il centro dell’area sul quale si avventa come un falco Vietto trovando il gol del pareggio. Risultato che per l’andamento della gara pare tutto sommato giusto, ma il Real avrebbe dovuto e potuto essere più cattivo provando a cercare il raddoppio per chiudere la gara, la squadra di Benitez dimostra comunque di essere solida e senza troppi fronzoli. L’Atletico di Simeone invece, forse non sarà spietato come due anni fa, ma resta sempre una brutta bestia in grado di competere per il titolo.

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